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vostre esperienze con fondi della PAC
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delligio






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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 2:23 am    Oggetto:  vostre esperienze con fondi della PAC
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Ciao a tutti, qualche giorno fa mi sono recato al punto nuova impresa sezione agricoltura, per capire come aprire un'azienda (tra qualche anno), e per capire meglio come funzionano gli aiuti finanziari. Siccome il PSR 2014-2020 non è ancora attivo, mi hanno fornito delle informazioni indicative perchè ovviamente sapevano ancora poco. Io comunque in teoria per chiedere i fondi dell'ex bando 112 del PSR (insediamento giovani agricoltori) devo avere l'attività aperta da meno di un anno, ed entro un anno e mezzo devo essere IAP, e quindi svolgere la mia attività come lavoro principale.
Qualcuno di voi li ha ricevuti gli aiuti? Come si è trovato? Come questa attività può essere a titolo principale se all'inizio avrò pochi alveari? Con quanti alveari converrebbe a questo punto aprire la p.iva?
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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 10:07 am    Oggetto:  
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Caro delligio...
Sei sicuro di sapere cosa chiede un bando Psr della misura 112?
Prova a prenderne uno a caso e a fare il conteggio delle ULA che bisogna avere per accedere al credito.
Per iniziare minimo, se hai solo le api, devi avere 200arnie circa. Tralasciando il discorso dell'iap.
Il tutto per avere massimo 10mila euro di contributo.
Ovvio che le misure così vengono studiate per ridurre i beneficiari e favorire i subentri...
E comunque li devi anticipare quei soldi.
Quale apicoltore si metterebbe di botto con 200arnie? Magari ci arriva dopo qualche anno. Giusto quando non puoi più essere considerato giovane agricoltore!
Siccome ho avuto esperienze dirette in tal senso se vuoi approfondire mandami pure un messaggio privato!

Ciao!

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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 11:16 am    Oggetto:  
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no che non sono sicuro.. il conteggio delle ULA è una cosa che dovrebbe cambiare
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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 12:14 pm    Oggetto:  
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il conteggio delle ULA

Non credo e semmai cambiasse potrebbe essere solo in peggio. La logica che permea dalla gestione del Ministero è quella di concentrare gli interventi sui produttori a titolo principale. Ci sono meno soldi e vanno divisi tra chi è dentro. Giusto o sbagliato che sia, questa è la scelta fatta sulla PAC 2020. Chi non è IAP non prende aiuti PAC. Quindi se si vuole prendere aiuti occorre decidere di fare questo MESTIERE. Questo vale per le api, per il latte, per la frutta etc etc. E, personalmente, condivido. Smile Smile
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delligio






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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 4:02 pm    Oggetto:  
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il tizio mi ha detto che dovrebbe cambiare.. uso il dovrebbe perchè, ripeto, loro avevano solo le bozze del psr e non i documenti definitivi

io posso diventare senza problemi IAP, ma il problema è che le cose vanno fatte per gradi... non posso passare da 3 arnie a 250 solo per renderla la mia occupazione principale
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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 7:50 pm    Oggetto:  
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forse è meglio precisare meglio.
A) I PSR certamente cambiano. Quelli nuovi sono relativi ad una PAC (politica agricola comune) approvata nel 2014 e valida sino al 2020. Sulla base della PAC approvata dal Parlamento Europeo le Regioni devono definire le azioni esecutive. Credo che vedremo i primi PSR nelle Regioni + attente al settore (Liguria ad esempio) entri oi primi mesi del 2015.
B) Per diventare IAP deve avere un certo numero di famiglie che varia da Regione a Regione. Da noi ne bastano 100. Viene SEMPRE rilasciata una autorizazione in attesa di verifica. Autorizzazione che ti conferisce da subito il titolo di IAP. La verifica viene fatta sempre alla fine del 2° anno. Nella verifica si controlla se i presupposti ci sono (arnie DENUNCIATE all'ASL, ettari di terreno se previsti e tipo di coltivazione messa in atto come dichiarato a sistema agricolo. Ma sopratutto regolarità dei versamenti all'INPS. Infatti questo è un presupposto espressamente rpevisto dalla norma. Come vedi tutte carte .

C) Non credo che cambieranno i presupposti di n° di arnie o di altre attività agricola (le ore lavoro anno) . Non lo credo proprio.

Quindi non devi avere 200 (o anche meno) casse prima di. ma devi arrivare alle casse previste e denunciate, entro i 2 anni .

Infine non necessariamente questo deve essere il tuo mestiere principale. certamente deve rappresentare una quota del reddito che non sia proprio minimale.
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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 11:08 pm    Oggetto:  
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ls4giovanni ha scritto:
Ma sopratutto regolarità dei versamenti all'INPS. Infatti questo è un presupposto espressamente rpevisto dalla norma.


Eh già Giovanni! E non è roba da poco... Versare i contributi Inps comunque prefissa di avere già un buon numero di arnie (se parliamo di apicoltura) e di giro di affari.
Io rimango del parere che la misura 112 sia un po'una presa in giro.
Sono d'accordo con te (Giovanni) quando dici che dovrebbe avvantaggiare chi lo fa di mestiere. Infatti la nuova pac parla di agricoltori attivi.
Ma l'inserimento giovani in agricoltura dovrebbe essere una mossa per favorire ciò e non i figli che ricevono aziende già belle che avviate dai genitori.
Per di più quando ai figli non interessa l'azienda di famiglia.
Il subentro dovrebbe essere proibito e dovrebbe essere parte di altre misure.
In sostanza di soldi ce ne sono molto pochi e, motivo per cui la riforma Fischler è stata cambiata con la nuova pac, finiscono nelle mani di pochi. Tanti agricoltori prendono contributi bassi e pochi prendono la fetta più grossa.

P.s. da noi non devi dimostrare di arrivarci tra 2 anni a 200 arnie, devi avercele già tanto che i soldi li devi avere già spesi. È il ruolo di iap che devi conseguirlo entro 2 anni. Senza le arnie o ettari, non puoi partecipare alla misura.

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MessaggioInviato: Lun Dic 22, 2014 1:00 am    Oggetto:  
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ls4giovanni mi sa che non hai capito:

il problema è che se l'apicoltura deve essere l'attività principale e ho 100 arnie, mi dici come faccio a campare? trovo un altro lavoro? bene questo vuol dire che sono impegnato tutta la giornata.. e chi le cura le api? altrimenti faccio il cameriere nel fine settimana.. e secondo te riesco nell'arco di un anno a non morire di fame facendo il cameriere + l'apicoltore? potrei fare un part-time, ma siamo proprio sicuri che guadagnerei di meno rispetto all'apicoltura?
se apro la p.iva lo farò a regime agevolato
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ls4giovanni






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MessaggioInviato: Lun Dic 22, 2014 7:45 am    Oggetto:  
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scusate ! Io non volevo dare opinioni o commenti. Mi sono limitato a dare una informazione sulle norme visto che stò facendo una pratica analoga per un cliente. Posso anche condividere le opinioni (magari non tutte) ma nei fatti questo è il punto della situazione. Sad Sad

aperativato: forse mi sono espresso male io. Confermo il tuo ps. Ma nel caso di specie credo che la 1a questione da risolvere sia diventare IAP. Poi chiederà il contributo il cui bando viene emesso ogni anno di solito. E per diventare IAP hai di fatto tempo 2 anni. Da noi è come da voi essendo la stessa regione.
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MessaggioInviato: Lun Dic 22, 2014 8:37 am    Oggetto:  
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Certo, assolutamente.
Vedremo che succederà con la nuova pac e relativo psr.
Comunque condivido pienamente ,ripeto, quello che dici che bisogna tutelare chi lo fa di mestiere.
Poi, in ogni provincia della nostra regione abbiamo mille agricolture diverse; all'atto pratico, quando uno prova a richiedere un contributo di qualsiasi tipologia, emerge come il psr lombardo favorisca le realtà intensive che si trovano in zone dove è possibile parlare di ettari.
E da una parte è anche giusto, se vogliamo, per favorire le economie di scala, ma in province come la mia, dove di ettari ce ne sono a sud, forse e se non li usano per aereoporti, la gente ha ripiegato su piccole atomizzate realtà che di aiuti ne vedono pochi.
Sad but true, come direbbero i Metallica.
È anche vero che specie in apicoltura ha ripiegato tanta gente che ha perso il lavoro. Attirati dai piccoli investimenti iniziali...ma quando si comincia a far sul serio e i soldi servono, tanti magari mollano o non dichiarano.
Una cosa che ho sempre sostenuto e che scatena sempre le ire di molti, soprattutto i più vecchi apicoltori, è l'obbligo di avere formazione apistica e test teorico pratici per poter allevare questi insetti, animali protetti.
Si scremerebbe di molto un settore dove l'incompetenza può mettere a rischio l'attività di chi ci ricava reddito e contribuisce,con le buone pratiche,al mantenimento di queste creature. Avrei i miei esempi concreti da riportare, ma evito.

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MessaggioInviato: Lun Dic 22, 2014 9:58 am    Oggetto:  
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Ho dato una letta alla bozza del vostro PSR, la cosa che mi balza all'occhio è la voce sull'ammissibilità delle spese, cito testualmente
"Trattandosi di un aiuto forfettario, non è direttamente collegabile ad
operazioni o investimenti sostenuti dal giovane agricoltore per i quali è necessaria la
successiva rendicontazione"
Tradotto questo significa che pur dovendo attuare un piano di sviluppo aziendale non dovranno essere presentate fatture, questo permette di attuare il piano in economia.
Sulla bozza dice che l'importo dell'aiuto (per la ex 112) sarà di 20.000 euro in zone ordinarie e 25.000 in zone svantaggiate.
Come ho già scritto nel post che riguarda il PSR emilia-romagna è molto interessante la possibilità di abbinare la ex 112 con la ex 121. L'abbinamento delle due misure permette a fronte di una spesa di 50.000 euro (fuori IVA) di ottenerne circa 42.000 in zona ordinaria e circa 52.000 in zona svantaggiata (Fonte PSR lombardia)

Trucchetto: Uno degli scogli maggiori da superare è il raggiungimento delle fatidiche 225 giornate lavorative che come giustamente qualcuno ha fatto notare in apicoltura significherebbe avere 225 arnie. Per aggirare parzialmente lo scoglio è necessario impiantare sui propri terreni colture ad alto fabbisogno di manodopera (ci sono tabelle regionali con le giornate/ettaro/coltura) i piccoli frutti oppure alcune orticole tipo patata danno molte giornate.
Voi mi direte: "bhe ma io voglio fare l'apicoltore non l'ortolano!"
Eh lo so! ma è l'unico modo per aggirare lo scoglio senza naufragarci contro.
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MessaggioInviato: Lun Dic 22, 2014 9:46 pm    Oggetto:  
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raffo. Tu citi il premio insediamento giovani. E' un intervento di finanziamento per nuovi imprenditori. I presupposti non sono aver speso. Sono meno di 40 ed essere IAP. Ci va un minimo di descrizione dell'attività. ma poi non c'è alcuna rendicontazione. Ma è il solo, per sua natura. Sad
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MessaggioInviato: Mar Dic 23, 2014 12:31 am    Oggetto:  
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Dipende dal bando, per la Lombardia non servono fatture ma per l'Emilia-Romagna sono necessarie perchè l'entità dell'aiuto dipende dalla spesa fatta (ovviamente parlo di 112 perché per la misura 6.1 non è ancora uscito il POM)quindi dal mio punto di vista il fatto che non servano fatture è una novità.
Quanto a essere IAP non è un pre requisito ma una condizione che raggiungerai, in sostanza ti danno il contributo per diventare IAP
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