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Responsabilità Sanitaria
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giancarlo50






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MessaggioInviato: Ven Dic 19, 2014 4:36 pm    Oggetto:  Responsabilità Sanitaria
Descrizione: Fronteggiare le avversità con una maggiore conoscenza e responsabilità da parte dell'Apicoltore
Rispondi citando

Queste sono le definizioni della legge 24 dicembre 2004 n. 313.
ART. 3.
(Apicoltore e imprenditore apistico).
1. È apicoltore chiunque detiene e conduce alveari.
2. È imprenditore apistico chiunque detiene e conduce alveari ai sensi dell'articolo 2135 del
codice civile.
3. È apicoltore professionista chiunque esercita l'attività di cui al comma 2 a titolo principale.


Alla luce delle nuove avversità, non arrivo, ma già arrivate in Italia per le nostre amate api, dobbiamo aggiornarci subito (c’è già chi lo sta facendo) per sapere affrontare tutti gli aspetti sanitari (vecchi e nuovi), per evitare come negli anni 80 la forte moria delle nostre famiglie di api.

E’ entrata in vigore l’ANAGRAFE APISTICA e quindi entro novanta giorni, tutti gli alveari dovranno essere registrati nella banca dati e speriamo che tutto sia online e che non sia un forte ostacolo al lavoro dell’apicoltore.

Con questa Banca Dati si avrà un mezzo per gestire al meglio le situazioni Sanitarie, ma per risolverle non basta, ci vuole a mio parere un innalzamento di qualità conoscitiva e di responsabilità di tutti gli Apicoltori, oltre a una maggiore collaborazione Apicoltore/Associazione/ASL.

Considerando che le api non sono animali da stalla e ripeto, per i soli motivi SANITARI, essendo ogni Alveare un potenziale propagatore di malattie se mal gestito, non è forse il caso che ogni Apicoltore abbia un PATENTINO di conoscenze MINIME SANITARIE, ottenuto dietro corso appropriato e aggiornato obbligatoriamente ogni DUE ANNI, il tutto organizzato dalle rispettive ASL, pena la decadenza della detenzione delle api?

Non esiste nessuna differenza per gli aspetti sanitari l’appartenenza a una delle tre categorie della legge 313, si può diffondere le malattie con un solo alveare o con mille.

Giancarlo
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ls4giovanni






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MessaggioInviato: Ven Dic 19, 2014 6:54 pm    Oggetto:  
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Se vediamo come dovrebbe funzionare l'anagrafe bovina, che per altro dovrebbe essere operativa da 20 anni, credo che queste siano preoccupazioni di poco conto.
Prima di veder qualcosa di operativo credo che passerà ancora molta acqua sotto i ponti.

Io credo che gli apicoltori siano + che responsabili se sono riusciti a portare le api sin qui nella + totale indifferenza. Sul resto della filiera stenderei un velo pietoso. per fortuna in fondo ci pensano le pai che se non trovano un ambiente e quindi anche una cura adeguata se ne vanno (spesso al creatore). Sad
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giancarlo50






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MessaggioInviato: Sab Dic 20, 2014 5:20 pm    Oggetto:  
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Ciao Giovanni, hai scritto:

Per fortuna in fondo ci pensano le api che se non trovano un ambiente e quindi anche una cura adeguata se ne vanno (spesso al creatore).

L’amico Nomeutente scrive in altra discussione:

Subito dopo, quando il piccolo scarabeo raggiunge un livello di popolazione insopportabile per la colonia, le api finiscono per abbandonare l’alveare e la REINFESTAZIONE che ne scaturisce diventa letale per gli alveari presenti fino a 10 chilometri di distanza.

Se quanto scritto corrisponde a verità ed io non ho dubbi, con una potenzialità enorme che ha il coleottero che VOLA, come ci difendiamo?

Quanti apicoltori poco preparati e sciami naturali faranno esplodere queste vere bombe a orologeria e reinfesteranno tutti nel territorio?

Altro punto di preoccupazione è che le famiglie indebolite dalla Velutina, non riusciranno a difendersi dall’Aethina che si riprodurrà senza ostacoli, per questo io dico che bisogna innalzare la preparazione Sanitaria e la responsabilità di tutti NOI, delle Associazioni e della ASL

Giancarlo
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MessaggioInviato: Sab Dic 20, 2014 8:40 pm    Oggetto:  
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Citazione:

ci pensano le pai

Le patatine ???!!!! Very Happy Very Happy Very Happy
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ls4giovanni






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MessaggioInviato: Sab Dic 20, 2014 9:24 pm    Oggetto:  
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GianCarlo, io ho smesso di fare l'allevatore di api (ero un dilettante con 4 arnie) alla fine degli anni 70. Causa, la varroa. Non mi andava di trattare con le strisce, Tuttavia il mondo non è finito e oggi, riprendendo, tra tutti i problemi credo che la varroa sia uno di quelli gestibile. Siamo allo stesso punto di partenza. Non contesto nulla e nessuno. Semplicemente credo fermamente che l'approccio a questo nuovo problema sia sbagliato. Ci fa perdere tempo. E non credo di essere isolato in questo convincimento. Sad Sad
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giancarlo50






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MessaggioInviato: Sab Dic 20, 2014 10:15 pm    Oggetto:  
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Ciao Giovanni, ho vissuto anch’io la tragedia dell’arrivo della Varroa, la perdita di quasi tutti gli alveari e la tristezza di vederle morire e litigare senza poter fare nulla, per questo ora che nuovamente, forse come dici tu “Siamo allo stesso punto di partenza” io aggiungo MOLTIPLICATO X TRE.

Certo sono fiducioso e credo che anche domani alleveremo le nostre amate api, ma vedi quello che sto cercando di dire è di essere più uniti perché come ho detto prima, si moltiplica per tre:

Varroa + Aethina + Velutina = Distruzione di nuovo del nostro parco alveare?

Useremo ancora la chimica?

Sì, ma come?

Faremo trattamenti ogni mese?

Come la mettiamo con i prodotti dell’alveare, Miele, Pappa reale, ecc?

I magazzini e i laboratori che saranno una vera attrattiva per il coleottero nessuno ne parla, ma come li difenderemo?

Ci sarà forse anche un ritorno forte delle pesti, in considerazione dell’abbandono della covata?

Giovanni, tutte queste cose messe insieme hanno bisogno di un programma ben preciso per fronteggiarle o no?

Giancarlo.
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ls4giovanni






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MessaggioInviato: Dom Dic 21, 2014 12:21 pm    Oggetto:  
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Si GianCarlo, hanno bisogno di un programma. Distruggere tutto nel vano tentativo di bloccare sul nascere non è un programma. Non fosse altro perchè l'esperienza ormai consolidata di altre epidemie, epizozie etc ha insegnato che con la prospettiva della distruzione i focolai non li denuncia nessuno. prima si prova di tutto comprese ricette miracolose del solito esperto che viene dalla luna. Noi siamo un paese che non si fida della burocrazia e dell'intervento pubblico. Piaccia o meno, questo è il comune sentire. Il "ghe pensi mì" meneghino non è nato ieri ed è durissimo a morire. Sad Sad
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