apicoltura

Avversità delle api - Produrre api tolleranti alla varroa

iezzi - Mer Ott 02, 2013 12:51 pm
Oggetto: Produrre api tolleranti alla varroa
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da E.H. ERICKSON, L.H. HINES, e A.H. ATMOWIDJOJO
Carl Hayden Bee Research Center
2000 E. Allen Road
Tucson, AZ 85719


* La menzione di un prodotto proprietario non costituisce la sua approvazione da parte di USDA-ARS anche per quelli di qualsiasi altro prodotto simile.

Sommario
Le nostre prime ricerche hanno dimostrato che è relativamente semplice per gli apicoltori a sudovest degli Stati Uniti produrre popolazioni di api tolleranti alla varroa usando il proprio ceppo adattato localmente. Gli unici requisiti sono una competenza fondamentale in apicoltura, l’abilità di allevare regine, e le poche colonie tolleranti alla varroa che sono presenti quasi in ogni apiario. La nostra popolazione tollerante alla varroa è stata sviluppata in meno di 2 anni e ora sta andando verso il suo sesto anno. Viene presentata una ricetta facile da comprendere che ogni apicoltore può usare per produrre colonie tolleranti alla varroa. Il nostro scopo è quello di incoraggiare gli altri apicoltori ad avviare un simile percorso, al fine di determinare l'universalità di applicazione dei nostri risultati.

Introduzione
Sin dal 1994 siamo stati ingaggiati per uno studio di lungo termine per determinare se le popolazioni di api adattatesi localmente e tolleranti alla varroa potessero essere sviluppate, mantenute, ed espanse tramite un allevamento selettivo e pratiche di apicoltura convenzionali, e senza l’uso di altre strategie di controllo per i parassiti. Il risultato di questa ricerca, riportata precedentemente 1,2, dimostra che è relativamente facile trovare colonie tolleranti alla varroa negli apiari gestiti, ed usare queste per produrre e mantenere i ceppi di api tolleranti alla varroa. La nostra popolazione tollerante alla varroa è sopravvissuta ormai per sei anni mantenendo un basso livello medio annuo costante di infestazione fra 6 e 7 acari per 100 api. Le api tolleranti alla varroa sono essenziali per lo sviluppo di ogni programma IPM (Gestione integrata dei parassiti) per la varroa. La tolleranza alla varroa implica che le api e l’apicoltore possono convivere con un livello basso di infestazione da varroa proprio come ora convivono con un basso livello di infestazione da acaro tracheale. La tolleranza alla varroa include probabilmente una combinazione di fattori inerenti le biologie di api e acari. Non abbiamo tentato di individuare eventuali fattori di tolleranza alla varroa nei nostri studi iniziali.
L'interesse per il nostro approccio a produrre e mantenere le api tolleranti alla varroa ci ha portato ad incoraggiare altri apicoltori a provare la nostra strategia. Inoltre, la strategia deve essere testata in altre località. Pertanto, abbiamo esposto le nostre procedure passo-passo come una ricetta che ogni apicoltore può seguire per produrre i suoi / le sue proprie api tolleranti alla varroa. Gli unici requisiti sono una buona conoscenza di gestione delle colonie di api e la capacità di allevare e fecondare in maniera naturale le regine. Se uno non ha le competenze per allevare regine, può impararlo (non è così difficile) oppure può collaborare con un collega apicoltore che lo sa fare. L’aumento della tolleranza alla varroa dovrebbe essere raggiunto in due anni o meno e ulteriormente migliorato negli anni successivi. Ricordate di tenere sempre un registro dettagliato e completo su ciascuna delle vostre colonie. Il successo dipende da questo.

Che cosa fare

1. Individuare nei vostri apiari le colonie tolleranti alla varroa
I metodi per fare questo vengono descritti nella sezione successiva. La nostra esperienza ci suggerisce che da un minimo del 3 ad un massimo di 10 percento delle colonie in un qualsiasi apiario sono in qualche modo tolleranti alla varroa. Gli apicoltori dovrebbero essere consapevoli che questo valore può cambiare fra le varie regioni geografiche. Le colonie tolleranti alla varroa passano inosservate quando tutte le colonie vengono trattate con acaricidi. Puoi iniziare con almeno 10 colonie tolleranti alla varroa. Di più è meglio. Le colonie tolleranti alla varroa vengono identificate, e isolate; puoi continuare a trattare le altre colonie fino a quando possono essere sostituite le regine con il ceppo del programma.

2. Muovere tutte le colonie identificate come tolleranti alla varroa in un singolo apiario di test. Questo apiario deve essere ad almeno 5-6 chilometri dalle colonie gestite trattando per il controllo degli acari.
Non abbiamo la prova scientifica che i fuchi delle colonie suscettibili alla varroa, che si accoppiano con le regine tolleranti, diminuiscono la tolleranza alla varroa. Comunque, abbiamo mantenuto uno stretto isolamento per l’accoppiamento e crediamo che questo isolamento sia di primaria importanza per il successo del nostro programma di ricerca.

3. Monitorare il livello di infestazione della varroa nelle colonie selezionate ogni 3 mesi
Ci sono molti modi per fare questo. Vedete la prossima sezione

4. Innestate regine solo da quelle colonie con il livello più basso di acari.
Eliminate dall’apiario di test tutte le colonie con più di 15 acari per 100 api. Come il programma avanza, abbassate questo limite a 10 acari per 100 api o meno. Non usate mai colonie con problemi noti come malattie, scarsa produttività o un comportamento difensivo inaccettabile non importa quanto loro possano essere tolleranti alla varroa.

5. Far accoppiare tutte le regine nell’apiario isolato di test
Qualsiasi nucleo di fecondazione tradizionale funzionerà

6. Sostituire le regine nelle colonie degli altri apiari non appena si hanno regine
E’ meglio sostituire tutte le regine in ciascun apiario nello stesso momento se possibile. Una volta sostituite, queste colonie diventano candidate per future selezioni per aumentare la tolleranza alla varroa, da qui, la necessità di prendere buone registrazioni.

Come farlo

1. Trovare la tolleranza alla varroa
Colonie tolleranti alla varroa possono essere identificare con una o più delle seguenti tecniche.
A. Usare colonie sopravvissute. Avvolte colonie o interi apiari non vengono trattati involontariamente, o possono essere stati abbandonati
B. Prima del trattamento autunnale con acaricidi, cercate quelle colonie con una minima evidenza della presenza dell’acaro. Usate le colonie che hanno:
 Covata con un buon schema
 L’assenza di pupe di lavoratrici in celle aperte
 Poche celle di covata da operaie con dentro le feci degli acari 3
 Poche celle di covata da fuchi con acari
 L’assenza di api con ali deformi
 Poche api viste con gli acari su di loro
 Pochi acari morti nel cassettino del fondo
C. Acquistare/accettare volentieri colonie sopravvissute da apicoltori che si ritirano se le colonie non sono state trattate contro la varroa nei precedenti 12 mesi.
D. Come ultima risorsa si può “stringere i denti” e decidere semplicemente di rifiutare le misure di controllo per gli acari in uno o più apiari e permettere a tutte le colonie sensibili alla varroa di morire. Quelle sopravvissute possono essere scelte come facenti parte del gruppo di selezione. Chiaramente, alcuni apicoltori troveranno questo economicamente impossibile. Comunque, altri possono usare questo espediente, specie se si stanno ridimensionando.

2. Isolamento delle colonie
Trovare un sito isolato 5-6 chilometri da altri apiari trattati può essere difficile per qualcuno, specialmente per le piccole operazioni di apicoltura. Non rinunciare. I siti isolati sono li fuori. Nello scenario peggiore, se non si possono trovare siti isolati, mettete alle colonie trattate semplicemente un escludi regina fra il corpo più basso dell’arnia e il fondo per impedire ai fuchi di volare. Non preoccupatevi delle colonie selvatiche. Se esistono sono probabilmente già tolleranti alla varroa.

3. Determinare il livello di infestazione da varroa
Versate del normalissimo alcool in un piccolo vaso (come un vasetto per omogenizzati) fino a quando è mezzo pieno e rimettete il coperchio. Nell’apiario, aprite ogni colonia e prelevate dal nido un telaino con api. Facendo attenzione ad evitare la regina, raschiate leggermente sul telaino la bocca del vasetto verso l’alto. Le api sul telaino vi cadranno dentro. Dovrete catturare approssimativamente da 100 a 120 api. Rimettete il tappo e siate sicuri di marcare il vasetto e la colonia in modo che possiate sempre e in maniera chiara associare il vasetto alla colonia. A casa in cucina agitate a fondo e delicatamente il vasetto e versate il contenuto del campione di api morte e acari attraverso un colino in una ciotola bianca. Usa un attacco a spruzzo sul rubinetto per lavare accuratamente gli acari dalle api e farli cadere nella ciotola. Un getto forte funziona meglio. Fermatevi prima che si riempia la ciotola e contate e registrate gli acari che galleggiano sulla superficie dell’acqua. Eliminata l'acqua e ripetere la procedura altre due volte (la maggior parte se non tutti verranno lavati via la prima volta). Quindi, contate il numero di api nel campione. Calcolate matematicamente il numero di acari per 100 api.

4. Innestare e allevare regine
Producete regine dalle colonie con il numero più basso di acari. Ci sono diversi approcci che possono essere usati nell’innestare e allevare regine. I metodi tradizionali per allevare regine vengono presentati dal Dott. Laidlaw4. In alternativa, le attrezzature semplificate per l’allevamento di regine sono disponibili presso i fornitori di materiale apistico. Come ultima risorsa, rimuovete semplicemente un telaino di uova e giovani larve da una colonia selezionata e piazzate il telaino in una colonia orfanizzata con solo covata chiusa. Le api alleveranno parecchie regine. Avrete bisogno di raccogliere le celle o usare una gabbietta d’introduzione per isolare la cella uno o due giorni prima che la prima regina nasca e incubare le celle fino a quando nascono. La limitazione qui sono il numero di regine che si possono produrre ogni volta, la difficoltà di staccare le celle di emergenza, e la determinazione dell’età di queste regine in anticipo per la loro nascita.
Noi facciamo nascere le nostre regine in una economica incubatrice in polistirolo tenuta a 34,4 °C. E’ disponibile presso Miller Manufacturing Co., St. Paul, MN.

5. Accoppiamento delle regine in isolamento
Poiché avete registrato accuratamente i dati, e avete ottenuto le vostre celle reali da traslarvi, conoscerete esattamente che età hanno le vostre pupe di regina. Da uno a tre giorni prima che le regine devono nascere nell’incubatrice, mettete ognuna di loro in un nucleo di fecondazione incastrando la sua base sulla faccia di un telaino o fra le estremità superiori di due telaini all’interno dello sciame. Fate attenzione a non danneggiare la cella. La regina nascerà e si accoppierà. In alternativa potete permettere alla cella di nascere nell’incubatrice o piazzare la cella nella colonia con un gabbietta di protezione. Se scegliete di far nascere le regine in incubatrice, mettete ogni cella nella propria fiala in modo da scendere nel fondo quando nasce. Mettete una piccola pallina di soffice candito nel fondo di ciascuna fiala. La fiala vi faciliterà la cattura e la marcatura della regina prima dell’accoppiamento. Le regine marcate vi faciliteranno la verifica del progresso del vostro lavoro. Accertatevi di aver distrutto tulle le celle fatte dalle colonie, se presenti, prima di inserire la regina. Con molta attenzione, rilasciatela in modo che scenda lentamente sui telaini. Fate attenzione a non farla volare via e quindi perderla. Se fate nascere la regina in incubatrice, dovrete usare una delle precedenti tecniche di introduzione.
Accertatevi che le vostre colonie sopravvissute hanno un sacco di fuchi. Se il numero di fuchi vi sembra basso, potete incrementarli introducendo uno o due telaini con celle o fogli da fuco in ognuna di queste colonie. (Nota: i fogli da fuco possono essere acquistati dalle aziende che forniscono api) Questo deve essere fatto in anticipo rispetto all’allevamento delle regine ed in tempo i fuchi maturi sono disponibili alla nascita delle regine. I telaini con celle da fuco possono essere conservate e riusate, piuttosto che usare fogli cerei.

6. Sostituzione delle regine
Prima di tutto, la vecchia regina deve essere trovata e uccisa. Quando questo è stato fatto, la colonia può rimanere senza regina per 3 giorni, tranne quando si lavora con api africanizzate. In questo ultimo caso l’accettazione della regina sarà più alta se la nuova regina viene introdotta (usando una gabbia) immediatamente dopo l’orfanizzazione.
Le regine feconde possono essere introdotte nelle colonie tramite una delle molteplici tecniche 4. Noi preferiamo le gabbiette di introduzione con candito. Prima viene catturata la regina dal nucleo di fecondazione e marcata (se non già marcata). Poi, la regina viene messa nella gabbietta di introduzione, che viene incuneata fra due telaini nello sciame di api. Le api operaie consumano il candito che blocca l’uscita della regina dalla gabbietta da dove emergerà e inizierà subito a deporre le uova. La gabbietta può essere rimossa quando visiterete nuovamente l’apiario e verificherete l’accettazione della regina. In alternativa, potete usare una gabbietta d’introduzione fatta con rete metallica con maglie da 3 mm. Comunque, dovete ricordarvi di ritornare e rimuoverla in 3-5 giorni.
Oppure, potete unire il nucleo di fecondazione con la colonia orfana usando le tecniche tradizionali come il foglio di giornale.
Quando avete sostituito le regine a tutte le vostre colonie con regine del programma, saltuariamente, troverete una colonia con un livello inaccettabile di varroa. Trattate semplicemente la colonia e sostituite immediatamente la regina con un ceppo tollerante alla varroa.

Sommario
Abbiamo scoperto che produrre api tolleranti alla varroa è relativamente semplice e lineare. Può non funzionare altrettanto bene nella tua zona, ma deve essere testato. I nostri concetti si basano su principi biologici fondamentali e nozioni di base di apicoltura. Utilizzando colonie adattate localmente assicurano che le vostre colonie saranno più prolifiche e produttive. Il trapianto e l’allevamento delle regine può essere visto da qualche apicoltore come un ostacolo nella produzione di api tolleranti alla varroa. Comunque, le tecniche non sono difficili e il lavoro può essere personalmente gratificante per gli apicoltori accaniti. Se scegliete di non allevare regine, provate a collaborare con un apicoltore che sa come fare. Le associazioni di apicoltori dovrebbero considerare la possibilità di sviluppare un progetto di tolleranza alla varroa all’interno della propria area. La tolleranza alla varroa è il primo passo verso un programma IPM per la varroa.
Usando regine del nostro programma selettivo di allevamento descritto sopra, virtualmente abbiamo sostituito regine a più di 600 colonie negli ultimi due anni 1998 e 1999. Nell’autunno del 1998, più di un quarto delle colonie non fu trattato con acaricidi, e ci furono veramente poche perdite direttamente attribuibili al danno da varroa. Nell’ottobre del 1999, solo una colonia su quindici è stata danneggiata significativamente dalla varroa, e solo queste sono state trattate. Anche a queste colonie sono state, e saranno, sostituite le regine appena altre regine saranno disponibili ad inizio 2000. Quando questo documento è stato scritto (Aprile, 2000) molti alveari nell’operazione stanno covando bene, e mostrano molto poco, se ce ne sono, effetti negativi della Varroa. Questo è, nonostante le sollecitazione fatte sulle api da un’estate (1999) di precipitazioni molto scarse e scarsa crescita delle piante, seguita dall’autunno e dall’inverno più siccitoso ma registrato nella storia.

Riferimenti
1. Erickson, E.H., Atmowidjojo, A.H. and Hines, L.
Can we produce Varroa-tolerant honey bees in the United States?
Amer. Bee Jour. 828-832. 1998

2. Erickson, E.H., Atmowidjojo, A.H. and Hines, L.
Varroa-tolerant honey bees are a reality.
Amer. Bee Jour. 931-933. 1999

3. Erickson, E.H.
Fecal accumulations deposited by Varroa can be used as a simple
field diagnostic for infestations of this honey bee parasite.
Amer. Bee Jour. 63-64. 1996

4. Laidlaw, H.H. Jr., and Page, R.E. Jr.
Queen rearing and bee breeding.
Wicwas Press, Cheshire, CN. 224 pp. 1997
raffo - Mer Ott 02, 2013 1:14 pm
Oggetto:
Molto interessante, mi lasciano solo un po' perplesso alcuni punti su come selezionare le colonie tolleranti alla varroa in quanto ho potuto verificare sulla mia pelle che colonie poco infestate in un dato anno presentaavano cadute altissime l'anno successivo e viceversa.
In ogni caso questo aricolo offre ottimi spunti su cui riflettere
iezzi ha scritto:
Quando questo documento è stato scritto (Aprile, 2000) molti alveari nell’operazione stanno covando bene, e mostrano molto poco, se ce ne sono, effetti negativi della Varroa.

Hai avuto notizie su come si è evoluta questa ricerca nei 13 anni successivi?
iezzi - Mer Ott 02, 2013 2:14 pm
Oggetto:
Sinceramente non ho un'idea ben chiara su come si sia evoluto la ricerca nel tempo anche se ci sono allevatori che forniscono regine tolleranti alla varroa.

Leggendo in giro quello che sono riuscito a scoprire è che la tolleranza alla varroa è un fattore additivo e quindi che è possibile aumentarla gradualmente usando fuchi tolleranti.

Per individuare invece le colonie tolleranti oggi guardano sostanzialmente alla fertilità della varroa. Alcune colonie riescono ad imperdire, non si sa come, alla varroa di riprodursi.
sirio - Mer Ott 02, 2013 2:41 pm
Oggetto:
grazie, me lo leggerò stasera con calma Smile
il moltiplicatore - Mer Ott 02, 2013 2:44 pm
Oggetto:
Su Lapis di ottobre parlano di selezione x quanto riguarda il grooming
raffo - Mer Ott 02, 2013 2:59 pm
Oggetto:
Mi spiego meglio
Citazione:
La nostra popolazione tollerante alla varroa è stata sviluppata in meno di 2 anni e ora sta andando verso il suo sesto anno

Citazione:
La nostra popolazione tollerante alla varroa è sopravvissuta ormai per sei anni mantenendo un basso livello medio annuo costante di infestazione fra 6 e 7 acari per 100 api

Citazione:
Usando regine del nostro programma selettivo di allevamento descritto sopra, virtualmente abbiamo sostituito regine a più di 600 colonie negli ultimi due anni 1998 e 1999. Nell’autunno del 1998, più di un quarto delle colonie non fu trattato con acaricidi, e ci furono veramente poche perdite direttamente attribuibili al danno da varroa. Nell’ottobre del 1999, solo una colonia su quindici è stata danneggiata significativamente dalla varroa

Queste cose non mi quadrano troppo, in 2 anni hanno ottenuto la resistenza alla varroa mantenendola per 6 anni.
Dal 98 al 99 sono state sostituite 600 regine, di queste più di 150 (più di un quarto) non sono state trattate ma nonostante questo solamente il 7 % delle colonie (una su 15) presentava danni da varroa.
Se poi aggiungiamo questo
iezzi ha scritto:
Leggendo in giro quello che sono riuscito a scoprire è che la tolleranza alla varroa è un fattore additivo e quindi che è possibile aumentarla gradualmente usando fuchi tolleranti.

Mi sembra parecchio strano che a distanza di 13 anni emezzo non ci siano in giro decine di migliaia di alveari resistenti.
iezzi - Mer Ott 02, 2013 3:34 pm
Oggetto:
Se tratti non sai se le tue regine sono resistenti.

Se prendi le tue regine sempre dallo stesso che non seleziona idem.

Se hai un'infestazione del 6-7% tratti comunque perché credi di avere l'infestazione ma le api posso tollerare questo grado di infestazione (tutto da verificare)
raffo - Mer Ott 02, 2013 4:01 pm
Oggetto:
Question
Ma era la risposta per me Question
Io mi riferivo agli sperimentatori dell'articolo, in 6 anni hanno ottenuto 600 regine di cui più del 90% resistenti e negli anni successivi che è successo?
Se le cose fossero andate bene penso che dopo 13 anni negli usa avrebbero quasi tutti quelle regine
ciuffo - Mer Ott 02, 2013 5:08 pm
Oggetto:
6-7 acari su 100 api, corrisponde a circa 4 mila varroe in una famiglia media nei mesi estivi, noni sembra un numero facilmente tollerato.
Andrea
iezzi - Mer Ott 02, 2013 7:33 pm
Oggetto:
ciuffo ha scritto:
6-7 acari su 100 api, corrisponde a circa 4 mila varroe in una famiglia media nei mesi estivi, noni sembra un numero facilmente tollerato.
Andrea

quanto affermi proviene da una tua constatazione oggettiva sul campo o da una tua valutazione soggettiva?
silvano68 - Mer Ott 02, 2013 7:36 pm
Oggetto:
Nel 2000 non era ancora apparsa la sindrome da spopolamento alveari.
Con quella sono sufficienti qualche centinaio di varroe per trovarsi in autunno l' alveare vuoto.
il moltiplicatore - Mer Ott 02, 2013 7:49 pm
Oggetto:
Mi è stato detto da una persona di cui mi fido che un' apicoltore nel ponente ligure non tratta, ha api aggressive, sciamano molto, ma questo apicoltore fa un' apicoltura particolare, ha le api davanti a casa, non ha alberi, ma piante basse, quindi non perde gli sciami, ne vende e ha una discreta produzione di miele.
L' ho visto un' incontro di apicoltori, era contento perché era presto, ma dalle sue casse aveva già cominciato a raccogliere sciami.
avrà bassa mortalità xchè si eliminano la varroa?
xchè sciamano (xrò mi pare che l' alveare di partenza non muoiano)?
Conta balle? Se dovessi scommetterci direi di no.
xrò x l'aggressività e tendenza a sciamare sono api che non penso possano andare bene alla maggior parte degli apicoltori
Ad esempio x noi docilità e bassa tendenza alla sciamatura sono indispensabili, più importanti della resistenza alla varroa, se si può avere tutto ok, sarebbe bello, ma anche se si potesse avere resistenza varroa e non docilità e bassa propensione sciamatura no.
iezzi - Mer Ott 02, 2013 9:08 pm
Oggetto:
Ciao @raffo non so se questo può bastarti Very Happy

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non è aggiornatissimo ma credo che renda l'idea di dove siano finite quelle regine.

Se ti interessa sapere come è evoluta la ricerca puoi trovare qualcosa
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P.S. Guardate che effetto ha avuto la pubblicazione di questo documento dell'USDA dall'anno successivo fino ad oggi negli States. Invece qualcuno di voi a distanza di 13 anni pensa solo che la ricerca non è affidabile perché datata.

Quindi prima di dire sciocchezze documentatevi perché come dice @ciuffo
ciuffo ha scritto:
e non perchê il sottoscritto voglia imporre le proprie idee, ma per evitare che un neofita possa mettere in pratica le tue.

francesco_ar - Gio Ott 03, 2013 12:04 am
Oggetto:
Ciao Ruggero, ti scrivo amichevolmente non per criticare quello che cerchi di fare/scrivere.

Il testo che hai riportato non è altro che una spiegazione con molte parole di una banale e semplice selezione che farebbe chiunque, ovvero selezionare colonie resistenti, fare le regine da quelle e farle accoppiare con i fuchi provenienti da quelle, isolarle e poi ripetere tutti i passaggi.
E' questo intendersi di selezione? Penso che chiunque arriverebbe a fare ciò!

Quello che ti posso dire Ruggero è che sto impazzendo per trattare ripetutamente e mi fa caso che tu la fai tanto semplice e per di più sei al primo/secondo anno.
Dal tuo diario, CHE HO LETTO MEGLIO, si vedono che le tue api sono infestate da varroa e non stai trattando come non hai trattato quelle svernate dal 2012.

Ora mi chiedo:
- quante morie hai avuto nel 2012?
- ti si sarà spopolato ora qualche nucleo/famiglia no? Quanti? Se fai selezione sai quanti nuclei dovresti perdere già da ora? A meno che tu non li abbia trattati.



Ti scrivo per esperienza personale, oggettiva, prove fatte e confrontate con altri apicoltori.

Attualmente sto combattendo contro la varroa che cerca di distruggere le famiglie e i nuclei. Combatto esclusivamente con acidi organici, non uso e non ho mai usato principi attivi che lasciano residui.

Ho fatto molti sciami artificiali quest'anno e ho fatto il trattamento tampone appena dopo la smelatura del girasole.

Il trattamento tampone è stato acqua, non ha fatto nulla perché anche se ho ripetuto più volte non ho fatto il blocco di covata e non ho usato evaporanti come acido formico. Tutto ciò per mancanza di tempo.

Attualmente ho 6 apiari che vanno dalla pianura alla collina alla montagna appenninica. A metà settembre mi sono accorto dell'infestazione elevata di varroa e ho ripetuto i trattamenti a ruota ogni 4/5/6 giorni e di varroa ne è caduta un mondo e ancora cade.

Nelle famiglie messe peggio ho sforchettato la covata opercolata con successivi trattamenti.

Ho apiari con regine che tengo separate per provenienza e ho visto differenze nello svernamento e nella produzione di miele ma nel contenimento di infestazione di varroa no.

La caduta è molto disomogenea ma semplicemente per il fatto che le famiglie che sono partite ad inizio stagione pulite hanno avuto una caduta molto inferiore a quelle più sporche e laddove la covata si protrae anche in inverno per fioriture tardive come il corbezzolo.
Poi sicuramente ci sarà qualche famiglia più igienica o tollerante però nella maggior parte dei casi la varroa distrugge tramite spopolamento. Per ora ho avuto solo un collasso da varroa.

Ho un 10% che ho dovuto sforchettare perché troppo infestato, il resto se l'è cavato con i trattamenti ripetuti, per ora.

Avevo letto nei siti resistantbee e quello che hai postato tu già da molto tempo e l'unica cosa a cui credo veramente è che fanno pagare quelle regine una sassata.
Fossero davvero resistenti a quest'ora sarebbero già qui dalle associazioni di apicoltori e io sarei col biglietto a fare la coda.



Detto ciò ti ammiro se fai la selezione per bene, ripeto.

Oggi tutti dicono di avere regine selezionate e poi si inventano le scuse quando si ammalano.

Quindi avanti con serietà!
iezzi - Gio Ott 03, 2013 11:15 am
Oggetto:
Ciao @francesco_ar apprezzo questa tua risposta perché riporta la tua esperienza da cui si possono trarre informazioni interessanti.

Nel 2012 non ho avuto morie ma ho osservato che una colonia con regina proveniente da altro ceppo e su celle grandi era praticamente infestata già da marzo, poi quella regine ha deciso di lasciarci e ad oggi ho solo regine dello stesso ceppo, alcune fecondatesi in loco.

Attualmente non ho avuto colonie che si sono spopolate e sembrano godere di buona salute. Dico sembrano perché so che la cosa è soggettiva. Questo weekend rimisuro il livello di infestazione e vediamo se è raddoppiato come sarebbe da attendersi.

Il fatto che normalmente avrei dovuto avere una moria del 90% me lo spiego perché chi mi da le api è uno che da 15 anni si alleva le regine da solo e non ha mai acquistato regine altrove (ne aveva acquistate 10 lo scorso autunno ma poi glie le hanno rubate), inoltre all'inizio ha avuto seri problemi con la varroa e ha comprato comunque sempre colonie sopravvissute del posto.

Dalle colonie che sono in osservazione ho fatto solo 4 sciami 2 dall'asportazione e due in primavera.

Credo a quello che mi dici e alle difficoltà che incontri nel gestire le tue api e ho scelto questa strada perché non sarei stato in grado di fare quello che fai tu.

Sono d'accordo con te che la ricetta è semplice e banale, ma perché tu non la metti in pratica? magari ti risparmi tutto il tempo e il lavoro che fai per trattarle.

Riguardo alla selezione cosa intendi per fatta bene!? Non credo esista un protocollo internazionale che definisce le modalità di selezione delle api regine di razza ligustica. Sicuramente la faccio cercando di documentarmi il più possibile, poi farò degli errori ma non credo che questo possa svilire il progetto.

A presto

Ruggero
il moltiplicatore - Gio Ott 03, 2013 10:31 pm
Oggetto:
un' apicoltore che comprò varroa resistenti, mi ha detto che x ora ha visto differenza.
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Se vuoi gli chiedo come stanno andando.
iezzi - Ven Ott 04, 2013 10:36 am
Oggetto:
Ciao @zzzzz certo che mi interessa, in particolare il livello di infestazione che le sue api riescono a tollerare, e cosa fa per conservare questa caratteristica.

Riguardo alle problematiche da te evidenziate, come aggressività, propensione alla sciamatura e scarsa produttività, leggendo velocemente sembra una caratteristica di quelle russe. Quelli del gruppo
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sembra abbiano trovato l'ape che volevano.
il moltiplicatore - Ven Ott 04, 2013 2:00 pm
Oggetto:
La produzione di quelle api va bene x la zona che è e considerando che non credo nutra, ne che le segua gran che, ha meno spese (non cambia ne compra regine....) ha le api di li e credo che non faccia nulla, inoltre vende nuclei, è solo sciamatura e aggressività che x noi non va bene, però trattarle a quanto si dice non è necessario.

Riguardo a quelle regine che vengono proposte resistenti varroa,
chiedo a quell' apicoltore, però le ha prese solo quest' anno, ma mi aveva detto che ha o hanno( non ricordo se ne aveva comprata 1 o + ) meno varroa delle altre
il moltiplicatore - Ven Ott 04, 2013 8:02 pm
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Ciao @zzzzz certo che mi interessa, in particolare il livello di infestazione che le sue api riescono a tollerare, e cosa fa per conservare questa caratteristica.

Riguardo alle problematiche da te evidenziate, come aggressività, propensione alla sciamatura e scarsa produttività, leggendo velocemente sembra una caratteristica di quelle russe. Quelli del gruppo USDA-ARS Baton Rouge Bee Lab sembra abbiano trovato l'ape che volevano.

Ciao iezzi
Sapevo che ti interessava e mi ero portato avanti, gli ho già chiesto qualche giorno fa, ma non mi ha ancora risposto, credo che lo farà, è un periodo che è spesso in Germania e non comodo x internet, comunque x quanto riguarda il mantenimento dei caratteri so che fa Inseminazione Strumentale su altri insetti, non ricordo bene se grilli e/o mantidi e/o qualcos' altro e non so se adesso lo stia facendo anche su api, ma diceva che anche x le api voleva fare inseminazione strumentale e adesso si è trasferito in una zona che forse è relativamente isolata.
Riguardo le api russe, ho conosciuto 3 apicoltori che se ne erano interessati, uno x conto suo e altri 2 lavorano insieme, ma nessuno dei 3, almeno fino all' anno scorso le avevano prese e anzi uno di questi che ha la moglie russa e quindi ogni tanto ci va x trovare parenti, mi aveva detto che comunque in Russia andavano di acaricida, se facevano così loro che hanno le primoski, o come si chiamano.... , poi io non ne so nulla, non so di nuovi sviluppi, ne di quel gruppo che citavi tu.
Credevo che quel gruppo fosse in Russia, ma se ho poi capito bene è negli U.S., quel gruppo con che razze lavora?
Ciao
Alessandro
sirio - Sab Ott 05, 2013 7:53 am
Oggetto:
LA COSA dopo un'attenta lettura è molto interessante, e mi stuzzica non poco, ma primo non ho la location adatta, e secondo, non mi piace per niente l'idea di dover perdere solo una delle mie famiglie, con tutto il lavoro che mi è costato fin'ora, e i dindini spesi, be anche quelli c'entrano, comunque tanto di cappello a iezzi, che ci stà provando, e visto che ci siamo sfacciatamente ti chiedo anch'io una regina per la prossima stagione, anzi facciamo 2, così vediamo se non trattandole come si sviluppano, ancch'io ho alcune famiglie che hanno meno infestazione di altre, ma da bravo incendiario, tratto tutte allo stesso modo, se le tue nella prossima stagione, non trattandole, riuscirò a portarle nel 2015, allora ripartirò da quelle Smile
il moltiplicatore - Sab Ott 05, 2013 9:32 am
Oggetto:
X Sirio
Se proverai a non trattare qualche alveare, per favore non farlo vicino ai nostri alveari.
Ciao
Alessandro
sirio - Sab Ott 05, 2013 9:36 am
Oggetto:
NO, non è quello che ho detto, ho detto che voglio provare le regine di iezzi, e comunque, non ho apicoltori, vicino entro 5 km, anche se sappiamo che i fuchi fanno molta più strada Smile
iezzi - Lun Ott 07, 2013 10:59 am
Oggetto:
@zzzzz anche io pensavo che fossero loro i russi, poi leggendo meglio sono USA. Usano diversi tipi di regine fra cui anche le italiane (se non mi sbaglio)

@sirio qualche regina te la posso mandare ma il discorso tolleranza alla varroa è tutto da verificare. Visto che hai voglia di provare si potrebbe fare qualche prova con vergine da madre tollerante fecondate nel tuo apiario.
il moltiplicatore - Lun Ott 07, 2013 2:40 pm
Oggetto:
Si otterranno risultati dando vergine da madre tollerante?
giorgio1961 - Lun Ott 07, 2013 5:40 pm
Oggetto:
Spero di non infrangere nessun regolamento, io avevo trovato questo sito che mi pareva interessante, sulla selezione delle regine resistenti...

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Ciao a tutti e se ho sbagliato a pubblicare il link, scusate.
il moltiplicatore - Lun Ott 07, 2013 8:18 pm
Oggetto:
Boh! Non credo sia sbagliato pubblicare il link, ma mi sembra + semplice prendere telaini di covata con api giovani e spostarli, noi normalmente mettiamo covata chiusa nei portasciami poi scrolliamo dentro le api di altri telaini con larve, l' intenzione è che ci siano molte api giovani e non scolliamo mastelli, ma non ci preoccupiamo di quelle che volano via, ma non ci mettiamo vergini, le vergini se appena nate, (se sono nate di notte si va subito con torcia elettrica a metterle, non aspettiamo l' indomani) le mettiamo in nuclei di fecondazione con poche api, mezzo telaino di api soltanto e direi che vengono accettate tutte, le ignorano, un allevatore che ha molta esperienza col le vergini, mi ha detto che lui e un 'altro hanno accettazioni del 60% e altri mettono 2 vegini nello stesso nucleo x avere buona percentuale accettazione. Mi sembra strano quel metodo, ma se qualcuno prova a far così ci faccia sapere
La questione è comunque sempre se da una regina figlia di una famiglia resistente alla varroa si otterranno api resistenti alla varroa, tanto più se queste si fecondano in zone dove ci sono api molto trattate contro la varroa, penso che se fosse così facile il problema varroa si sarebbe risolto subito, sai nei primi anni (anni 80) quanti non trattavano, sai quanti ne ho sentiti che dicevano che da loro la varroa non c' era e l' anno o qualche anno dopo le api gli erano morte tutte.
Comunque spero di sbagliarmi, sarebbe troppo bello.
Ciao
Alessandro
il moltiplicatore - Ven Ott 18, 2013 11:36 am
Oggetto:
iezzi, ricevi mail dell'AIAARegine?
il moltiplicatore - Ven Ott 18, 2013 11:59 am
Oggetto:
Presidente Gabriele Milli

Fr Rofelle 62 - 52032 Badia Tedalda AR cell. 338 7054382

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*)Api e varroa.

Daniele Greco ha messo a disposizione della nostra ml il materiale che segue, assieme ad altro che useremo in una prossima uscita. Daniele ci avverte: da quando ho fatto questa piccola ricerca probabilmente si è andati ancora più avanti. Per quello che potremo, se qualcuno ci aiuta, cercheremo di seguire questo "cammino". Ci scusiamo se giriamo il materiale in inglese, ma al momento ci risulta impossibile tradurlo; e crediamo che comunque sia meglio così che … lasciarlo nel cassetto.








Varroa Sensitive Hygiene and Mite Reproduction

Last Updated: November 18, 2010



The USDA-ARS Baton Rouge Bee Lab has bred bees that hygienically remove mite-infested pupae from capped worker brood. This ability is called varroa sensitive hygiene, and bees expressing high levels of this behavior are called VSH bees. To select for the VSH trait in your bees, also see Selecting for Varroa Sensitive Hygiene
E' quello che avevi postato tu ?
iezzi - Ven Ott 18, 2013 12:38 pm
Oggetto:
No ma credo provenga dallo stesso gruppo di lavoro.

Gli articoli interessanti sono due:

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e

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Non ricevo mail dalla AIAAR perché non ancora associato
il moltiplicatore - Ven Ott 18, 2013 12:44 pm
Oggetto:
Credo non ricevi le mail, non perché non sei associato, ma perché non sei nella mailing list, penso che potrai ricevere le mail se lo chiedi all' indirizzo :
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il moltiplicatore - Ven Ott 18, 2013 1:49 pm
Oggetto:
Questa è una parte dell' ultima mail dell' AIAAR, al posto degli asterischi e dei puntini manca la parola adulto in inglese
Ciao
Alessandro


Presidente Gabriele Milli
Fr Rofelle 62 - 52032 Badia Tedalda AR cell. 338 7054382
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*)Api e varroa.
Daniele Greco ha messo a disposizione della nostra ml il materiale che segue, assieme ad altro che useremo in una prossima uscita. Daniele ci avverte da quando ho fatto questa piccola ricerca probabilmente si è andati ancora più avanti. Per quello che potremo, se qualcuno ci aiuta, cercheremo di seguire questo "cammino". Ci scusiamo se giriamo il materiale in inglese, ma al momento ci risulta impossibile tradurlo; e crediamo che comunque sia meglio così che … lasciarlo nel cassetto.


Varroa Sensitive Hygiene and Mite Reproduction
Last Updated November 18, 2010

The USDA-ARS Baton Rouge Bee Lab has bred bees that hygienically remove mite-infested pupae from capped worker brood. This ability is called varroa sensitive hygiene, and bees expressing high levels of this behavior are called VSH bees. To select for the VSH trait in your bees, also see Selecting for Varroa Sensitive Hygiene

Figure 1. Hygienic removal of a mite infested worker pupa by ***** worker honey bees is an important mechanism of resistance to varroa mites. The removal involves several bees, and results in death of the mite offspring. The mother mite usually survives.

Figure 2 shows uncapped and chewed pupae. Uncapped worker pupae may have a raised rim, resembling drone brood, as seen below the chewed pupa.

VSH is an important mechanism of resistance to varroa mites. The best resistance is found in pure VSH bees. However, hybrid VSH bees (e.g. VSH queens open mated to non-resistant drones) also have significant resistance to varroa mites.
VSH is very similar or the same as hygienic behavior that honey bees use to combat American foulbrood, chalkbrood, and the eggs and larvae of wax moths and small hive beetles. All colonies probably have individuals that perform VSH, and we do not yet understand how our selective breeding has resulted in colonies with greatly improved performance. Hygiene is performed by nest cleaning bees aged 15-18 days old. Removal of a mite-infested pupae begins when an uncapper smells the infested brood and chews a pinhole through the cell cap. Subsequently, removers enlarge the hole and either eat the infested pupa or pull it from the brood cell (Fig. 1).
VSH bees do not respond to all mite-infested pupae with equal intensity (Fig. 3). They are more likely to remove mite-infested pupae that are not pigmented or only lightly pigmented (stages 2–4) than prepupae (stage 1) or more darkly pigmented pupae (stages 5-Cool. Additionally, they are much less hygienic towards mite-infested drone brood than worker brood. Reasons for these trends are unclear.

Fig. 3. Some factors that influence the degree of varroa sensitive hygiene in colonies of bees include age and genetics of worker bees, age and type of brood, and infestation level of mites in capped brood. .


Removal of mite-infested brood is probably triggered by unusual odors that penetrate the cell cap to the outside where hygienic bees patrol the comb surface. We have observed that VSH bees respond vigorously to highly infested brood (e.g. 15–25 mites per 100 capped cells) that is transferred into the colony (Fig. 4). They uncap and remove many mite-infested pupae quickly. They respond with much less intensity to brood with low infestation rates (1–5 mites per 100 capped cells), probably because the chemical signals that trigger removal are less concentrated and harder to detect.

Figure 4. Comparison of mite-infested brood that had been exposed to VSH bees or controls for 24 hours. Uncapped pupae appear as white dots in this photo.

More characteristics of VSH bees

Figure 5. Often infertile mites from VSH colonies will defecate on the host pupa and not just on the cell wall, as seen here.

Figure 6. Sometimes mites from VSH colonies will die in this manner. They are found sandwiched between the cell wall and the cocoon which was spun by the current host bee as it prepared to pupate. We think this suggests that the mite was too weak to awake from the brood food as the last instar larvae finished eating prior to the molt. Perhaps the mite was already dead, or just too weak to escape the placement of the cocoon over it by the spinning larva.

Fig. 7. Pie charts showing the proportion of mites that are reproductive in VSH and control colonies.

Figure 8. Cell caps from normal (upper right) and recapped (lower two) brood cells. The three cell caps have been removed and flipped over.
Selecting for Varroa Sensitive Hygiene
Last Updated November 12, 2010

For a description of the VSH trait in honey bees, please see Varroa Sensitive Hygiene and Mite Reproduction.
The USDA-ARS Baton Rouge Bee Lab has bred bees that express Varroa Sensitive Hygiene, and we would like to offer a simple technique that queen breeders could use to select for VSH. However, there is no method at this time that is both easy and accurate. We have developed several types of measurement, but the most accurate require significant time at a microscope to evaluate colony performance (Fig. 1).

Figure 1. – Types of changes in brood combs that can be measured without and with a stereo-microscope. For example, the percentage of pupae uncapped during a certain period of time could potentially be used to breed for varroa resistance. Uncapped pupae are visible without a microscope, but measuring the % uncapped pupae is highly variable and does not always predict VSH behavior. On the other hand, measuring the percentage of infertile mites (those without progeny) predicts strong varroa resistance, but it requires detailed microscopic examinations of brood to measure.


Figure2. - Measuring mite infertility requires evaluation of mother mites and their families. This is easiest with pupae that are stage 3-5. In this example, a stage 5 pupa is shown. For this stage of bee development, it is normal for a mother to have 4-5 offspring, and her oldest daughter and son are adults.
Select on mite infertility
The most reliable method is to select for a high infertility rate in the mite population (Fig. 2). We are not certain how it happens, but somehow VSH increases mite infertility. Generally, 15-25% of mites in non-resistant colonies do not lay eggs. Infertility increases to 80-100% in colonies with pure VSH queens. Mite populations eventually decline in these colonies because so few mites lay eggs.
In Figure 2, we see the two extremes of mite reproductive success that can be measured using a microscope. The “fertile” mite has produced 4-5 offspring by the time that the host pupa has an evenly tan color on the entire body. The “infertile” mite on the bottom has produced no progeny. There are other possible family structures that one may encounter. For example, there may be a mite that only produces a son and another mite that produces 2-3 offspring but in such a manner that none of the offspring have time to become ...... mites before the bee emerges from the brood cell. Fortunately, it is not necessary to record all of these potential family structures. Our research has shown that just focusing on the percentage of infertile mites (breeding for a higher value) will produce bees with high expression of the VSH trait.
Select on high uncapping of infested combs
The second and quickest method is to monitor changes in capped brood after it is exposed to colonies for short periods (3–40 hours). For example, a highly infested comb was cut into halves, and each half was caged with one type of bee for 24 hours (Fig. 3). VSH bees uncapped > 90 pupae, while controls uncapped only 15 pupae. For both types of bees, about 65-80% of all uncapped pupae were mite-infested. Many of the uncapped pupae were chewed, which suggested eminent removal by the bees. A queen breeder could select for those bees that uncap the most mite-infested pupae in a given period of time.

Figure 3. Comparison of mite-infested brood that had been exposed to VSH bees or controls for 24 hours. Uncapped pupae appear as white dots in this photo. The straight lines of empty cells mark the tract that was sampled to determine the infestation rate (58 mites per 100 capped brood cells) for the comb before it was given to the test bees. See next selection method for explanation.

Select using before and after infestation rates

Figure 4. Changes in the varroa infestation of capped brood after combs are exposed to two types of bees for 1 week. In this experiment, VSH bees removed 57% of mite-infested pupae, while controls removed only 1% of mite-infested pupae.
A third method is to compare the infestation of capped brood before and after a comb is exposed to a colony of bees (Fig. 4). We choose combs that contain prepupae as the predominant stage of brood at the start of the test. After the initial infestation rate is measured, the comb is inserted into the broodnest of a colony for 1 week. The infestation rate is found by examining 200 capped brood cells under a microscope and recording the contents of each infested cell. For example, if 20 mite-infested pupae are detected, the infestation rate would be reported as 10% (20 mite-infested pupae per 200 total pupae that were examined). During the experiment, the bees will gradually mature from prepupae through various pupal stages. The mite families will also grow as each mother mite lays a series of eggs, and each egg hatches to become a nymph that grows through time. We limit the exposure period to 1 week in order to prevent the bees from maturing to the point that they emerge from brood cells before the final infestation rate can be measured.
The infestation of the capped brood is estimated at the beginning and at the end of the test, and the two rates are compared. If no mites are removed from the brood, the two rates will be very similar. Hygienic removal of mite-infested pupae reduces the final infestation rate. Selection would favor colonies with the highest removal of mites in a given period of time.
Principles of Honeybee Genetics

Use this page as a tool for visualizing and understanding some of the various genetic mechanisms at work in honeybees.
Mating behavior - multiple mates make for a complex family.
Chromosome number - key in understanding bee genetics.
Cordovan color- a useful genetic marker, controlled by a recessive gene.
Hygienic behavior two recessive genes for uncapping and removing diseased brood.
Tracheal mite resistance - thought to be controlled by dominant gene(s).
Sex alleles - determines solid or scattered brood pattern.
Mitochondrial DNA - used to trace the maternal lineage of bees.
Oddball bees - a gallery of unusual bees.
Principles of honey bee genetics - adapted from an EAS workshop



Mating behavior


To keep things simple, further examples will show a queen mated to a single drone.
This can be done with instrumental insemination, to sort genetic traits.

Number of chromosomes in bees. A key factor.
Drones result from unfertilized eggs (parthenogenesis).They have no father.
All eggs and sperm carry 16 chromosomes each.
Each egg contains a unique combination of 50% of the queens genes.
All 10 million sperm produced by a drone are identical clones.
Since each queen mates with 10-20 drones, colonies are comprised of subfamilies, each having the same mother but different fathers.
Workers of the same subfamily are related by 75% of their genes.
This "extra" close relatedness may explain the cooperative, and altruistic behaviors found in colonies.
It also explains why workers forego their own reproduction in favor of helping their queen mother raise more sisters. Their sisters are more closely related to them than their own offspring would be. (75% vs 50%)

Cordovan color

Cordovan Italian
Wild type Italian



Hygienic behavior

Recent research suggests that this model of hygienic behavior may be too simplistic. Evidence now shows that there may be as many seven genes involved.

Tracheal mite resistance


Sex alleles


Mitochondrial DNA













Varroa Sensitive Hygiene VSH
The natural way to control mites and brood diseases
"In the middle of difficulty lies opportunity"
Albert Einstein
It's not often in life that an idea comes along that is so good that it can change the world. The development of VSH bees which can reduce Varroa mite populations without chemical treatments is just such an idea. The result of over a decade of research by some of today's brightest honeybee scientists, VSH is making a difference in the apiaries and lives of beekeepers all across America.
The development of the VSH line of bees by the team of scientists at the USDA Bee Breeding Lab in Baton Rouge, is a true scientific success story. Through careful observation and experimentation, they painstakingly came to understand the natural defenses that the bees had hidden away in their genome. Selection for these beneficial genetic traits over many bee generations has resulted in not only resistance to Varroa mites, but also to American Foulbrood and Chalkbrood. The hygienic behavior of VSH bees, even extends to defense against wax moths and small hive beetles.
Queen rearing is one of those high leverage activities, where small actions can have large consequences. By carefully choosing the proper breeding stock to begin with, entire local populations of bees can be transformed into mite destroying armies, getting the upper hand on the many problems Varroa can cause. The development and use of VSH bees show that man and nature can work together for the mutual benefit of both.
Varroa Sensitive Hygiene and Mite Reproduction
Selecting for Varroa Sensitive Hygiene
Questions and answers about VSH
What is VSH?
Sources of naturally mated VSH queens
How to observe the VSH trait for yourself
The Latest VSH Research

Distribution of pure VSH breeder queens 2001-2011

Queen Producers who sell naturally mated VSH queens

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What is VSH?
USDA ARS scientists Dr. John Harbo and Dr. Jeffrey Harris at the Honey Bee Breeding Laboratory in Baton Rouge, Louisiana, have defined and tested a trait of the honeybee which appeared to suppress mite reproduction (SMR). Recently it has been better defined as "varroa sensitive hygiene (VSH)." This is a form of behavior where ***** bees remove pupae that have reproductive mites but do not disturb pupae that have mites that produce no progeny.
Recent research done under real world beekeeping conditions with Alabama beekeepers clearly show the value of VSH bees. The resistance to Varroa mites was significantly better than all other bees in the study without sacrificing honey production. These bees have proven their value to American beekeepers. The time has come for you to take advantage of this remarkable line of bees.
Dr. Harbo and Dr. Harris proved the effectiveness of the VSH trait by exchanging queens between resistant and susceptible colonies. Each time a resistant queen was put into a susceptible colony, the mite population went down. On the other hand, every time a susceptible queen was placed in the resistant colonies, the mite population increased.
Recent studies by Dr. Spivak and Dr. Harbo have shown that the SMR trait might be best described as a "varroa-sensitive hygienic behavior". VSH bees remove mites that have started to reproduce. The reproduction of mites triggers their removal by the bees. The only mites left in the cells are non reproductive or sterile. So there is evidence for selective removal of reproductive mites from brood cells.
A goal of the USDA SMR Project is to distribute the VSH trait for resistance to Varroa mites to queen breeders around the country. The object is to cross these bees with beekeeper's own well adapted stock. This will maintain the genetic diversity of American bees while enhancing this important trait. Once in the hives of beekeepers, further selection and improvement can be made for honey production, other disease resistance mechanisms, and other beneficial traits.
Recent tests have shown that VSH queens retain an acceptable level of mite resistance when they are free mated to unselected drones. The best way to get the maximum amount of the trait into a line of bees is to begin with a pure VSH breeder queen so her daughters mate with your local drones.
The VSH trait has proven to be extremely effective at controlling Varroa. It holds great promise as a permanent solution, but the work is not yet finished. There is still considerable variation in crosses with different lines of bees, and so should still be thought of as as a work in progress. With the recent retirement of Dr. Harbo from the bee lab, Dr. Bob Danka , Dr. Jeffrey Harris and the team at the USDA Baton Rouge Bee Lab are carrying on the work.
Learn more about SMR / VSH
Honey Bees with the Trait of Varroa Sensitive Hygiene Remove Brood with All Reproductive Stages of Varroa Mites
Status of bees with the trait of varroa sensitive hygiene (VSH) for varroa resistance Jan 2009 American Bee Journal
Simplified methods of evaluating colonies for levels of Varroa Sensitive Hygiene (VSH) 2009 Journal of Apicultural Research
Comparative Performance of Two Mite-Resistant Stocks of Honey Bees in Alabama Beekeeping Operations 2008 J. of Economic Entomology
THE VSH TRAIT EXPLAINED BY HYGIENIC BEHAVIOR OF ***** BEES
Cleaning House-and Hive - A special line of bees uses the power of hygiene to fend off its worst foe. - ARS
Special Line of Bees "Sniffs Out" Its Worst Enemy- ARS
SMR-This Honey of a Trait Protects Bees From Deadly Mites - ARS
The Relationship of Between Suppression of Mite Reproduction (SMR) and Hygienic Behavior, Ibrahim, A. and Spivak, M. American Bee Journal, May 2004
The SMR Trait Explained by Hygienic Behavior of ***** Bees - American Bee Journal 145(5)430-431
The Number of Genes Involved in the SMR Trait - American Bee Journal 145(5)430
An Evaluation of Commercially-Produced Queens That Have the SMR Trait - ABJ 143213-216
"Varroa Resistance of Hybrid ARS Russian Honey Bees"-American Bee Journal 144(10)797-800
.Breeding Honey Bees that Suppress Mite Reproduction Natural and Suppressed Reproduction of Varroa, Bee Culture, May 2001
SMR Queens an Update - Bee Culture, May 2002
Further Reference about VSH bees

Questions and Answers

How were VSH bees developed?
Dr. Harbo and Dr. Harris have methodically worked on selecting bees for Varroa resistance since 1995. They first had to develop techniques for measuring populations of bees and mites and for measuring characteristics that are associated with resistance. Then they identified specific traits that are related to the growth of mite populations. These traits were analyzed statistically to determine the degree of heritability they had. The trait for suppressed mite reproduction SMR, now called VSH, was shown to be the most promising, so they began a selective breeding program to enhance it. Read about the VSH Project at the USDA ARS Honey Bee Breeding, Genetics & Physiology Laboratory website
.Where did VSH bees come from?
VSH bees were originally selected from diverse domestic honeybee colonies in Louisiana and Michigan that showed some degree of mite resistance . They are all American bees.
What's special about these bees?
Recent studies by Dr. Spivak and Dr. Harbo have shown that the VSH trait might be best described as a "varroa sensitive hygienic behavior". VSH bees remove mites that have started to reproduce. The reproduction of mites triggers their removal by the bees. The only mites left in the cells are non reproductive or sterile. So there is evidence that bees with the VSH trait selectively remove reproductive mites from brood cells.
Are VSH bees related to the USDA Russian bees?
No. Though coming out of the same USDA ARS research laboratory as the Russians, they are not related. VSH bees are not imported, they originated from domestic American colonies.
What is the VSH project?
A goal of the USDA ARS VSH Project is to distribute this mite resistance trait to queen breeders around the country. The object is to cross these bees with beekeeper's own well adapted stock, thus maintaining the genetic diversity of American bees while introducing this important trait. Once in the hives of beekeepers, further selection and improvement can be made for honey production, other disease resistance mechanisms, and other traits.
Are the genes for suppressed mite reproduction dominant or recessive?
The VSH trait is thought to be controlled by more than one gene, just how many is uncertain at this point. These genes are neither dominant nor recessive. They are what is called "additive" which simply means that the more of them that are present, the more strongly the trait will be expressed. This works in favor of beekeepers since a queen with VSH genes can mate to any drones and still have the trait expressed in her colony enough to reduce the mite population. So naturally mated queens produced from pure VSH breeders are mite resistant.
Who should buy pure VSH breeder queens?
Pure VSH breeder queens should be used for queen rearing purposes. The best way to get the maximum amount of the trait into a line of bees is to begin with a pure VSH breeder queen so her daughters mate with your local drones. Daughter queens of pure VSH breeders who are out crossed by natural mating have good brood production and an acceptable level of mite resistance. The naturally mated daughters of these breeder queens should be used for production hives. Naturally mated queens containing 50% of the VSH trait can be purchased from various queen producers.
How do you know VSH bees are mite resistant?
In a recent published study Dr. Harris and Dr. Harbo proved the effectiveness of the VSH trait by exchanging queens between resistant and susceptible colonies. Each time a resistant queen was put into a susceptible colony, the mite population went down. On the other hand, every time a susceptible queen was placed in the resistant colonies, the mite population increased.In another study by Dr. Marla Spivak at the University of Minnesota, bees of several strains were compared. The VSH colonies showed the highest degree of mite resistance, and also had good honey production.
What is the difference between VSH and SMR bees?
This line was originally called SMR for Suppressed Mite Reproduction because that was the apparent cause of the resistance to varroa mites. However after further research, it was learned that the real cause was a type of hygienic behavior that was sensitive to the presence of reproductive varroa mites. With this clarification of the mode of resistance, SMR was renamed VSH for Varroa Sensitive Hygiene to be more accurate.bee Further reading on VSH bees

Observing the VSH trait
If there is one good thing about varroa mites, it is that they are large enough to see fairly easily. With a magnifying glass, a flashlight, and a little time to look, the VSH trait can be observed in any stock of bees. The USDA maintains a web site on Varroa mite reproduction which has an excellent display of pictures and descriptions of mites, both reproductive and non-reproductive. Your time will be well repaid by studying this site before you begin your own observations.
Materials needed
2x-4x Magnification - visor magnifying glass works well or low power stereo microscope is best.
Lighting - a bright handheld penlight
Forceps or tweezers- fine enough to uncap and pull out pupae
Record sheet - a simple tally of reproductive and non-reproductive mites.
Brood comb containing mites - from colonies not recently treated with miticides.
Time to look- allow at least an hour per comb
What to look for
1. Uncap purple eyed pupae with tan body color.
2. Remove and inspect pupae for white fecal deposit- bright white powder.
3. Check pupae for varroa mites. They may colored brown or white depending on age.
4. Check cell wall for white fecal deposit, usually on the upper cell wall.
5. Check cell interior for mites.
6. Identify the reddish brown mother mite.
7. Identify lighter or smaller offspring mites.
8. Inspect 20 infested cells containing a single mother mite.
9. Record number of reproducing and non-reproducing mites.
10. Compare colonies to select the best breeders.



…………………………………………………………………………………………..
Riceve questa mail perché nella mailing list dell'A.I.A.A.R.
Nel caso non desideri le nostre comunicazioni, ce lo comunichi.
Nel caso possa segnalarci altri contatti interessati, la segnalazione è gradita.
Nel caso voglia far girare questa mail a chi ritiene interessato, la ringraziamo.

Presidente Gabriele Milli
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pxp - Dom Ott 20, 2013 8:28 pm
Oggetto:
Quest'anno non sono riuscito a mettere in pratica il test VHS ma mi prometto di provare il prossimo anno nel mio allevamento. Mi sento convinto chè è importante provare.
Questo argomento lo stavo leggendo da qualche mese e non ho idea se in Italia esista qualche allevatore di regine che abbia messo in pratica l'esperienza.
Non mi sembra ma puo' darsi che mi sbagli. I link sopracitati li conosco tutti e ne potrei aggiungere altri anche se non vedo l'utilità pratica di linkare decine di indirizzi quando chiunque potrebbe trovarseli da soli usando gli strumenti del mestiere a disposizione (vedi tag; esempio prova con Varroa Sensitive Hygiene VSH Breeder Queens) Escono 334 pagine !
La mia impressione è che in USA la specializzazione VHS nell'allevamento delle regine sia avanti anni luce rispetto a noi. Mi sbaglio? Seguo anche i forum di apicoltura sostenibile (sustainable beekeeping) e anche loro adottano, con delle varianti, questa metodologia sulla lotta alla varroa. Le strade tra convenzionale e biologico su questo tema in USA sembrano convergere perchè si è capito che con la chimica, come in agricoltura, l'uomo non risolve i problemi ma ne crea di nuovi. Meglio quindi la via della genetica come risorsa naturale per la sopravvivenza della specie?
Comunque se ci sono altre persone interessante all'argomento, scusate per la terribile discriminante della lingua inglese ma è un must iimprescindibile, potremmo fondare un gruppo di studio.
sirio - Mer Ott 23, 2013 8:09 am
Oggetto:
allora in parole povere di cosa si tratta?, di controllare favo per favo con la lente di ingrandimento e vedere quale famiglia, lascia varroe sterili, in cella e elimina le varroe prolifiche, e come lo si capisce? se le api disopercolano la cella con dentro 2 varroe?, una spiegazione in parole povvere in lingua madre sarebbe molto gradita, anche da chi l'inglese lo mastica a fatica, grazie Smile
iezzi - Lun Feb 03, 2014 12:35 pm
Oggetto:
Fino ad ora la mia esperienza con il 4,9 è positiva. Per questa stagione non ho colonie 4,9 da vendere, probabilmente la prossima ce ne saranno un po'. Per maggiori info sul 4,9 potete seguirmi sul mio
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apibio - Lun Mar 31, 2014 6:17 pm
Oggetto:
iezzi ha scritto:
Fino ad ora la mia esperienza con il 4,9 è positiva. Per questa stagione non ho colonie 4,9 da vendere, probabilmente la prossima ce ne saranno un po'. Per maggiori info sul 4,9 potete seguirmi sul mio
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detto così è un po poco.......... vogliamo sapere di più!!!!! :p;

io ho appena riportato l'andamento:


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iezzi - Lun Mar 31, 2014 9:55 pm
Oggetto:
Ciao Apibio,

le cose vanno più o meno come hai detto tu. Il 3 febbraio tutto sembrava ok, il problema l'ho visto alla ripartenza, le api giovani erano debilitate dalla Varroa e sono praticamente collassate.

Al di-là dei numeri e delle percentuali il 4,9 e i distanziatori da 11/12 da soli no bastano ma ti aiutano a fare selezione.

Ironia del caso la colonia che ha superato meglio l'inverno è su 5,3.

Con questo invernamento ho avuto modo di costatare alcune cose.

1) Se il ceppo è poco resistente le colonie su 5,3 schiantano a gennaio e quelle su 4,9 a febbraio Smile

2) Se sono mediamente resistenti le colonie su 5,3 schiantano a febbraio e quelle su 4,9 durano un po di più ma collassano nella ripresa e non vanno in produzione sull'acacia e immagino collassino a ripetizione quando la colonia diventa grande.

3) quelle resistenti sopravvivono sia su 5,3 che su 4,9 e vanno in produzione sull'acacia.

In conclusione se non tratti con il 5,3 ti resta veramente solo il 10% delle colonie mentre con il 4,9 stiamo sotto il 50%.

Ora vediamo cosa succede rifacendo le regine con le madri che hanno superato bene l'inverno.
apibio - Lun Mar 31, 2014 10:48 pm
Oggetto:
Ciao Iezzi!!!!

ora con un pupo piccolo il tempo è sempre poco......

posso confermare quanto tu dici: le famiglie normali schiattano molto facilmente!!! quasi tutte!!!! sono veramente poche quelle che passano un inverno senza aver fatto nessun trattamento.

con il 4,9mm si salvano un circa un 50% ma con buone oscillazioni a seconda dell'anno in meglio o peggio.....

quest'anno è andata bene..... ne sono sopravvissute circa il 75%

Famiglie eccezionali hanno fatto anche 3 anni!!! senza trattamenti!!!

il problema, a mio avviso, è che il singolo può fare poco: mezzi, risorse, e competenze limitate...... ma penso che se si riuscisse a fare un gruppo di lavoro congiunto si potrebbero ottenere migliori risultati.

mi spiego: se io ho una regina che è campata 3 anni senza trattamenti e da quella ci faccio una decina di regine per uso personale.... si ottiene poco.....

ma se io seleziono e ho una regina che da 3 anni vive senza trattamenti.... la do ad un altro membro del forum che è in grado di farci 100-200 regine.......poi c'è chi aiuta con l'inseminazione artificiale....... le regine vanno ad altri utenti che le testano..... le migliori ritornano a chi verifica la resistenza alla varroa o a chi fa regine...... ecco che le cose cambiano!!!

diciamo un gruppo di lavoro.....dove ci si divide i compiti.......con un protocollo da seguire..... ma nulla di complicato..... cosa ne pensi???
iezzi - Mar Apr 01, 2014 12:42 am
Oggetto:
Non credo che sia difficile da fare.

Ad un selezionatore bastano 120 colonie, ogni madre viene valutata in base al comportamento delle sue 10 figlie. Una madre supera l'inverno senza trattamenti, si fanno 10 figlie e se una buona parte di loro supera l'inverno il secondo anno la madre sara scelta come allevatrice. Le migliori delle 10 figlie saranno a loro volta valutate con altre 10 figlie e così via.

A dare le 10 figlie non credo ci siano problemi chi le vuole le compra, il problema sta nel valutare le figlie e riprendere le madri, qualcuno potrebbe volutamente scambiarle o non restituirle.
apibio - Mar Apr 01, 2014 6:10 pm
Oggetto:
iezzi ha scritto:
il problema sta nel valutare le figlie e riprendere le madri, qualcuno potrebbe volutamente scambiarle o non restituirle.


certamente il tutto funzionerebbe solo se chi se ne occupa non sabota la cosa e si comporta onestamente...... ma questo in tutte le cose!
poi con un regolamento semplice, chiaro e conveniente da entrambe le parti.... si potrebbe evitare che ci si "il furbo della situazione".

Mi spiego: se ad esempio ho una regina che è campata 3 anni senza trattamenti la cederò a chi si occuperà di fare le regine...... e questo in cambio mi invierà un tot di sue figlie.

io sono contento perché ho ricevuto delle regine giovani, lui è contento perché da quella regina ne farà e ne venderà molte.... senza aver perso alveari per testare la resistenza...... basta creare una collaborazione che sia utile ad entrambi.... cosi uno non si sogna di fare il furbo!!!

Sarebbe un gruppo aperto a tutti..... ma con persone fidate nei ruoli chiave.

Non penso sarebbe cosi difficile da organizzare......
Fabrizio - Mar Apr 01, 2014 6:38 pm
Oggetto:
ciao Apibio

200/300 regine da distribuire ( senza ritorno economico ) a dei testatori per me è impossibile , date le mie modeste dimensioni aziendali .

Però con l'inseminazione strumentale qualcosa lo si può fare . E se non lo faccio io ( dato che credo di essermi preso impegni che vanno ben oltre le mie per ora modeste capacità ) , sicuramente qualcuno che insemini lo troviamo ( comunque la passione è tanta e se tutto fila come deve , il tempo lo trovo di sicuro ) . Dammi solo un attimo per confrontarmi con gli altri amici e vediamo che si può fare .

Noi non abbiamo nessun regolamento . Semplicemente , a forza di sentirci , siamo diventati molto Amici . E ci fidiamo l'uno dell'altro . Già ci siamo scambiati regine , non VSH ma con tratti igienici .
apibio - Mar Apr 01, 2014 7:42 pm
Oggetto:
Ciao Fabrizio!!!!

Fabrizio ha scritto:
200/300 regine da distribuire ( senza ritorno economico ) a dei testatori per me è impossibile , date le mie modeste dimensioni aziendali .


non solo è impossibile....... a te...... ma pure a babbo natale!!!! ahahah ahahah ahahah

non ho mai pensato di distribuire centinaia di regine gratuitamente!!!!

io ad esempio ti cedo una mia regina che è vissuta un po di anni senza trattamenti.... io non sono un allevatore di regine e ne potrei fare solo poche per uso personale....... il che sarebbe un peccato

tu mi ricambi con un po di sue figlie.... io non le tratto e vado avanti per vedere quelle che resistono di più....... e ti invierò le migliori sempre in cambio di alcune figlie....

Dalla mia regina tu ci fai tutte le regine che vuoi e le vendi a chi ti pare.......a chi te le chiede selezionate particolarmente per questo aspetto.......

Ora tra quelli a cui le vendi ci può essere chi ha voglia di partecipare al progetto di selezione..verificarne la resistenza alla varroa..... di confrontarle con le altre in apiario.......anche semplicemente dando un riscontro, o magari restituendoti la regina vecchia per una-alcune giovani.

un sistema basato sulla collaborazione senza gravare su nessuno, dove ognuno da una parte da dall'altra riceve.
iezzi - Mer Apr 02, 2014 12:30 am
Oggetto:
Non ho colto al volo questa aspetto però per me si può fare.

Nel senso che io ti mando 10 figlie, tu non le tratti, le inverni, fai alcuni test la prossima primavera e dopo l'acacia mi rimandi le migliori.

Così a volo i test da fare sono semplici:

1) Ripresa primaverile: ad una certa data si stimano api e covata

2) Sciamatura: si contano il numero di celle prodotte durante il periodo di sciamatura

3) Raccolto: quanta acacia raccolgono.

Non ci resta che fare l'elenco delle persone disposte a non trattare un certo numero di colonie.
giancarlo50 - Mer Apr 02, 2014 8:18 am
Oggetto:
Iezzi, anche tu hai famiglie che da anni non tratti e sono sopravvissute alla varroa?
Per quanto riguarda la collaborazione che ritengo ottima tra apicoltori e allevatori selezionatori, spero che ci sia una continuazione prolungata nel tempo, solo che a me sembra che Apibio si sia espresso meglio, un allevatore ha bisogno di testare le regine e quindi per questo lavoro ha bisogno della collaborazione degli apicoltori, se poi tu intendi che Fabrizio ti debba offrire il servizio della riproduzione con la tecnica dell’I.S. allora questo diventa una cosa a pagamento.
Per i controlli dei valori da te suggerito, sicuramente vanno fatti, ma forse al momento il soggetto principale è:
La sopravvivenza delle famiglie alla varroa e ai virus con zero chimica,
dico questo perché prima bisogna consolidare quel carattere con l’IS e poi gli altri che vengono dopo ai fini produttivi.
Un saluto Giancarlo50
apibio - Mer Apr 02, 2014 12:01 pm
Oggetto:
Ciao Giancarlo

penso che sarebbe auspicabile che al progetto partecipasse anche chi si dedica all'IS..... e non per denaro!!!!

Immagina che tu e un produttore di regine riceviate da me, da iezzi, e da altri apicoltori una serie di regine che hanno passato 2-3 inverni senza alcun trattamento...... tu in accordo con chi produce le regine fai l'inseminazione strumentale che serve........ chi fa regine ne invierà un po' a chi ha fatto la selezione iniziale cosi continua il lavoro e alcune a chi ha fatto l'inseminazione strumentale...... e poi ne venderà un buon numero ( si spera ) a vari apicoltori in modo da avere un riscontro..... come hai detto tu sarebbe una selezione per la sopravvivenza delle famiglie alla varroa e ai virus.

ognuno potrebbe avvalersi del lavoro degli altri..... e si potrebbero ottenere, forse, risultati migliori.....
iezzi - Mer Apr 02, 2014 7:01 pm
Oggetto:
@Ginacarlo50 non tratto da un paio di anni ma le madri che mi hanno dato risultati migliori sono rosse.

Da quello che ho visto quest'anno, già la ripresa primaverile può essere sufficiente, ma visto che basta aspettare un mesetto e si valuta anche sciamatura e primo raccolto secondo me vale la pena fare una selezione multipla. Tanto se non tratti o muoiono o collassano e non fanno raccolto.

Personalmente ho intenzione di selezionare un'ape tollerante alla Varroa, voglio usare l'inseminazione strumentale ma non ho 100 colonie da non trattare per il prossimo anno.

Se qualcuno è disposto a mettere in gioco 10 colonie per questo progetto io sono disposto ad offrirgli 10 regine figlie delle mie madri non trattate.

Per le modalità di incrocio e valutazione se ne può parlare e condivide re pubblicamente.
giancarlo50 - Gio Apr 03, 2014 9:18 pm
Oggetto:
apibio ha scritto:
Ciao Giancarlo

penso che sarebbe auspicabile che al progetto partecipasse anche chi si dedica all'IS..... e non per denaro!!!!

Noi di Queens-bee operiamo sempre nel rispetto e AMORE per le api.

I come hai detto tu sarebbe una selezione per la sopravvivenza delle famiglie alla varroa e ai virus.

ognuno potrebbe avvalersi del lavoro degli altri..... e si potrebbero ottenere, forse, risultati migliori.....


Ciao Apibio, ci sono in giro diversi progetti in Italia adesso per SELEZIONARE api resistenti alle malattie, questo vuol dire che sta crescendo fortemente il pensiero che l’unica strada per trovare soluzioni alla moria ripetitiva è quella che la stessa ape deve trovare e applicare.
Ne abbiamo parlato in passato ed io ho scritto che questa strada, la nostra amata ape la conosce ed è quella della sciamatura e della selezione NATURALE, però ho anche aggiunto che per tanti motivi importanti legati all’uomo vedi impollinazione, bilancio di chi ricava un reddito dall’apicoltura e altro, l’applicazione della chimica è inevitabile.
Con la presa di coscienza di una strada alternativa vedi per esempio:
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oggi s’intravedono i primi risultati e tu che hai creduto in questo sei riuscito come da te dichiarato ad avere alcune famiglie che hanno sopravvissuto senza trattamenti, su questo punto vorrei chiederti: senza trattamenti chimici o proprio senza trattamenti o strategie di alcuna natura?
Tornando alla tua lodevole proposta cioè quella di mettere in campo un prezioso valore ottenuto con molto lavoro e dispendio di energie, il gruppo Queens-bee la accoglierà sicuramente per fissare e migliorare quel carattere, ci saranno dei contatti in MP per definire molti punti tecnici e pratici che sono importantissimi per avere un risultato certo con l’Inseminazione Strumentale.
Io personalmente e non lo dico per polemica ma solo come una realtà, vedo molto bene un percorso fatto da persone qualificate e trasparenti che insieme costruiscono un progetto partendo dal basso e non da chi invece parte solo dalle coperture finanziarie e poi tutto finisce quando questi terminano…………..
Un saluto Giancarlo50
giancarlo50 - Gio Apr 03, 2014 9:46 pm
Oggetto:
Ciao Iezzi, mi fa molto piacere che anche tu stai facendo ricerca di api resistenti alla Varroa e spero che anche altri lo facciano.
Vorrei farti una domanda:
Quelle 10 figlie/madri che tu sei disposto a offrire a chi testerà la sopravvivenza, avranno lo stesso carattere della madre?
Un saluto Giancarlo50
iezzi - Gio Apr 03, 2014 11:21 pm
Oggetto:
Le dieci figlie mi servono per valutare la madre di una linea, quindi avranno per il 50% i caratteri della madre scelta fra quelle che sono sopravvissute.

Secondo le modalità con cui si sceglierà di gestire una linea le figlie potranno essere in parte:

Fecondate naturalmente
Inseminate strumentalmente con fuchi di madri di altre linee
Non fecondate per accoppiarsi con fuchi della zona di destinazione.

Una possibile valutazione potrebbe essere:

Se dopo un anno senza trattamenti, delle 10 figlie se ne muoiono più di 5 la madre di partenza non è buona.

Se se ne muoiono 3 è mediamente buona

Se se ne muoiono meno di 2 la madre è ottima.
Fabrizio - Sab Apr 05, 2014 8:07 am
Oggetto:
E' il mio pc ad essere impazzito o sono spariti alcuni posts ? quello di Raffo ed il mio non li vedo più ......
iezzi - Sab Apr 05, 2014 9:19 am
Oggetto:
Oh! Oh!

Mi sa che sono scomparsi alcuni post!
Idem per i messaggi che avevo in posta!

Comunque mi sembra di capire che il discorso si stia facendo interessante, c'è qualcuno che ha delle madri non trattate e qualcun'altro disposto a non trattare delle famiglie, ci sono quindi tutti i presupposti per avviare un progetto di collaborazione finalizzato alla selezione di api tolleranti alla Varroa.

Provo a buttare giù qualche punto del progetto in modo da lavorarci insieme e stilare la versione definitiva.

Finalità del progetto
Scambio e valutazione di api regine in colonie non trattate fra allevatori e valutatori.

Modalità di scambio
Lo scambio di regine sarà a titolo gratuito.
L'allevatore metterà a disposizione gratuitamente lotti di 10 regine che spedirà a proprie spese a valutatori che ne avranno fatto richiesta.
Il valutatore è tenuto a restituire gratuitamente la 5°classificata entro il 15 maggio dell'anno successivo se l'allevatore ne fa esplicita richiesta.

(Dico la 5° classificata perché il valutatore può essere a sua volta un allevatore o può voler valorizzare le prime 4 madri sopravvissute per rientrare nelle spese di valutazione. La 5° incentiva l'allevatore a mandare regine con sopravvivenza superiore al 40% e non obbliga il valutatore a restituire regine se ha avuto una mortalità superiore al 50%. La data del 15 Maggio da all'allevatore la possibilità di creare una nuova linea )

Programma di selezione e miglioramento genetico
Andrà definito un programma di selezione condiviso fra i partecipanti del progetto e rese pubbliche le scelte fatte dai singoli allevatori di api regine almeno per quelle scambiate.

La frase più bella e fumosa che normalmente ricorre nei progetti di selezione Smile
Mi riprometto di abbozzarne una appena sono sicuro di non dire cavolate.


Allevamento regine
Non esistono vincoli sulle tecniche di allevamento e di fecondazione.

Valutazione delle colonie
I valutatori dovranno condurre le colonie secondo le buone pratiche apistiche senza trattamenti preventivi. Qualora delle colonie presentassero malattie o livelli elevati di infestazione da Varroa andranno escluse dal programma di valutazione e trattate secondo le indicazioni veterinarie.

I valutatori dovranno osservare e annotare le seguenti informazioni:
1) Conteggio della Varroa normalmente caduta nel cassettino ogni 15 giorni
2) Numero di celle reali prodotte durante il periodo di sciamatura
3) Miele prodotto nella prima fioritura primaverile importante.
4) Un giudizio complessivo sulla docilità

(La valutazione deve essere semplice e veloce, credo che non serva neanche contare tutte le Varroe ma dare una valutazione del tipo pochissime (<10), un po <40, abbastanza <70 e molte >100.)

Allevatori
Apicoltura Iezzi (max 50)

(C'è il discorso regine @ApiBio che non è allevatore e @Giancalo50 che si è offerto di trovare un allevatore che spero a questo punto faccia parte del progetto.
Anche @Fabrizio ha dato la sua disponibilità a valutare, ed essendo anche ottimo allevatore spero riesca a trovare le risorse per condividere qualche lotto di regine)


Valutatori
ApiBio
Fabrizio
zzzzz

(La scelta dei valutatori credo sia l'aspetto più delicato dell'intero progetto e sia indispensabile la fiducia reciproca fra allevatore e valutatore. Non ho capito bene se @Giancarlo50 voglia far parte dei valutatori)

Comunicazione
Verrà realizzato un sito internet dove verranno riportate tutte le informazioni del progetto, le attività dei partecipanti ed il risultato dei lavori.

Win to win
Tutti vincono:

Gli allevatori di regine vincono perché provano in campo le proprie regine e ottengono una valutazione pubblica da altri allevatori professionisti.

Gli allevatori di api vincono perché possono ottenere a prezzo vantaggioso nuove api regine

I diversi allevatori di api regine possono collaborare per aumentare la pressione selettiva e rinnovare il materiale genetico.

Tutti insieme lavoriamo per tornare ad un'apicoltura naturale.

P.S. Naturalmente il progetto è aperto a tutti, nel limite delle proprie disponibilità, e se siete interessati lasciate un post a seguire.
raffo - Sab Apr 05, 2014 11:30 am
Oggetto:
Riscrivo il mio messaggio sparito

iezzi ha scritto:
Le dieci figlie mi servono per valutare la madre di una linea, quindi avranno per il 50% i caratteri della madre scelta fra quelle che sono sopravvissute..


iezzi ha scritto:
Se dopo un anno senza trattamenti, delle 10 figlie se ne muoiono più di 5 la madre di partenza non è buona.

Se se ne muoiono 3 è mediamente buona

Se se ne muoiono meno di 2 la madre è ottima.


Se posso permettermi un consiglio, le regine andrebbero valutate inserendole in una famiglia (e non in un nucleo). I nuclei infatti hanno una alta probabilità di passare l'inverno quindi falserebbero la valutazione.
Se venissero inserite in nucleo la valutazione sulla sopravvivenza sarebbe più attendibile se fatta a ottobre dell'anno successivo all' inserimento
giancarlo50 - Sab Apr 05, 2014 3:17 pm
Oggetto:
Ciao Iezzi, finalmente si parla di SELEZIONE, quella vera, quella pratica, quella degli amanti dell’ape.
Hai veramente buttato giù una bozza che sicuramente stimolerà tanti a partecipare, naturalmente questo è un impegno non facile, sia per le ore di lavoro che per eventuali perdite di capitale, per questo è auspicabile che tanti pronuncino il loro parere o proposte per costruire un progetto realizzabile.
Mi piace molto la frase: TUTTI VINCONO.
Giancarlo50
lape-nnichella - Sab Apr 05, 2014 10:03 pm
Oggetto:
Finalmente altri valorosi Exclamation
In bocca al lupo
iezzi - Sab Apr 05, 2014 10:49 pm
Oggetto:
lape-nnichella ha scritto:
Finalmente altri valorosi Exclamation
In bocca al lupo


Ma dai ti sei registrato solo da un'ora apposta per esprimere un concetto così profondo.

Non è che hai dimenticato di fare le presentazioni proprio perché frequenti già da tempo il forum ma sotto altro nick!? Very Happy

Raffo verifica un po l'IP

Grazie
pxp - Dom Apr 06, 2014 12:04 pm
Oggetto:
Anch'io sono pronto a collaborare a questo progetto. La propsta di Iezzi è un buon punto di partenza ma ci sono una serie di dettagli sovrastrutturali a questo progetto: 1) migrare da questo forum e farsene uno proprio. Le ragioni ? Spazio principalmente. Capite che postare qui delle pagine in inglese di info interessanti che si sovrappongono a discussioni come questa a un certo punto non sono piu' gestibili e nemmeno leggibili.
2) Iezzi piu' che un sito ci occore una struttura a forum. E poi in contemporanea aprire subito le wiki dove possiamo postare pagine e pagine di letteratura sull'argomento utili per tutti. Uno dei problemi di internet è che non esiste una memoria. Le pagine di un sito disponibili ieri, oggi potrebbero diventare introvabili e tu utente hai perso tutto. Pero' una soluzione c'è e Iezzi mi ha già capito con quello che si potrebbe fare con le wiki.
3) Non fatevi troppe illusioni con quello che ci puo' essere di condivisibile nella frase "ci guadagnano tutti". Purtoppo chi ci vuole speculare con l'onestà del lavoro collettivo come questo è dietro l'angolo. Anzi ci starà già leggendo. Per cui quando si crea il nuovo forum la priorità è costituirlo" chiuso" . Anche solo per leggerlo ti devi loggare e essere identificato tutte le volte indipendentemente che tu voglia scivere o meno.
4) Anch'io ci lavoro da mesi sull'argomento con traduzioni e grafici e altro ma perchè le mie ore di lavoro, di ricerca e quant'altro le devo rendere pubbliche al primo che capita e che non conosco e che magari ci potrebbe fare in seguito soldi? Di Iezzi di GianCarlo e Apibio, solo per citarne alcuni, mi sta bene, è mia ambizione condividere le info e lavorare a un progetto comune. Quindi un minimo di selezione io la esigo. Sono razzista ? Beh che dire le polemiche non sono il mio interesse (pure già accadute in questo forum) ma fatemi spiegare il perchè di questo bisogno alla selezione; recentemente in un assemblea pubblica nella quale mi sono permesso di dire "due cavolate" su quanto accade nel resto del mondo a proposito di api VSH e con il solo scopo divulgativo, sono stato pubblicamente additato, e per onere di cronaca insieme a altra stimabilissima persona che scrive su questo pagine, come PROVOCATORE . Quindi e non solo per questo esempio, sono favorevole alla selezione anche nel mondo degli umani. Non è niente di strano ci sono moltissimi forum in USA e non solo di apicoltura che entri leggi e scrivi (scrivi se vuoi) solo quando sei loggato. A questo punto propongo di promuovare un incontro in una piattaforma web opportuna (via audio) per discutere soluzioni e dividersi i compiti al chi vuole diventare fondatore di questo nuovo gruppo.
lape-nnichella - Dom Apr 06, 2014 10:31 pm
Oggetto:
Citazione:
Ma dai ti sei registrato solo da un'ora apposta per esprimere un concetto così profondo.

Non è che hai dimenticato di fare le presentazioni proprio perché frequenti già da tempo il forum ma sotto altro nick!? Very Happy

Raffo verifica un po l'IP

Grazie


Very Happy Certamente
Personalità bipolare segreto

Sono anche incuriosito dal fatto che nessuno ancora ti ha "impallinato" ohhhh , ma non è ancora detta l'ultima parola messa

Comunque rinnovo l'imboccaallupo great

Ps
L' IP è o può essere dinamico fatti coraggio
iezzi - Lun Apr 07, 2014 12:19 am
Oggetto:
Messaggio cancellato dall'autore
iezzi - Lun Apr 07, 2014 1:02 am
Oggetto:
Ciao @pxp,

riguardo alla piattaforma pensavo di partire da un semplice blog, e poi ampliarlo con wiki ed altro. Sicuramente non tutti possono scrivere e i commenti saranno moderati. Volendo possiamo fare un forum chiuso o usare altre piattaforme a servizio del gruppo di lavora e sarà discrezione di ognuno di noi decidere se pubblicare o no un lavoro personale, di certo comunque le attività e i risultati del gruppo devono esse rese pubbliche.

Ci sono già altri gruppi coperti che hanno lo stesso fine e non voglio fare doppioni.

Pensavo a questo progetto come un modo per dare visibilità a chi fa selezione su api tolleranti e dare la possibilità a chi ne vuole fare uso di iniziare subito ed esprimere pubblicamente un giudizio oltre che collaborare alla selezione. Viene da se che l'imbroglione o il malfidato si auto-elimina in un contesto del genere.

Personalmente non ho paura che qualcuno mi rubi il lavoro e condivido perché l'intelliggente apprezza e mi ritorna informazioni utili, lo stolto non è in grado da solo di gestire le informazioni.

Ognuno di noi e libero di fare selezione: se hai api tolleranti puoi decidere di mandarle a chi vuoi, o se vuoi valutare delle regine puoi scegliere da chi riceverle sempre che l'allevatore accetti. Sicuramente non puoi obbligarmi a mandare le mie regine a chi dici tu, e se un allevatore dice di avere api tolleranti che non ha ci penserà madre natura.

Alla fine però non ho capito se vuoi partecipare come allevatore o come valutatore.
raffo - Lun Apr 07, 2014 10:53 am
Oggetto:
Mi sembra un'ottima idea un'area dove possiate discutere del vostro progetto, vi dico da subito che potrete tranquillamente linkare la pagina qui ma dovrete assolutamente evitare lo spamming.
iezzi ha scritto:
Pensavo a questo progetto come un modo per dare visibilità a chi fa selezione su api tolleranti e dare la possibilità a chi ne vuole fare uso di iniziare subito ed esprimere pubblicamente un giudizio oltre che collaborare alla selezione.


Questo aspetto è molto importante perchè questo forum è da poco entrato nel settimo anno di vita e in questi anni molti utenti sono arrivati con intenti più o meno simili ma sono sempre mancati i riscontri e al max entro un paio di anni sono spariti dalla circolazione senza dare più notizie.
Per ora l'unico che anche dopo 4 anni continua a dare notizie nel bene e nel male sul lavoro svolto è Apibio
apibio - Lun Apr 07, 2014 3:20 pm
Oggetto:
Buon giorno!
Rispondo con molto ritardo perché veramente sono dei giorni per me intensissimi e non ho un secondo libero. Noto con piacere che c’è molto interesse e disponibilità da parte di molte persone.
Penso che sarebbe bello organizzare qualche cosa ma…… la stagione apistica è già iniziata, siamo nel pre-acacia e tutti gli apicoltori sono in fermento.
Ritengo che si potrebbe cogliere l’occasione per organizzarsi con calma e grazie alle idee di molti si potrebbe realizzare un gruppo di lavoro comune efficiente che...... potrebbe partire il prossimo anno.
Vista la difficoltà del progetto, la lontananza le mille idei e pensieri differenti che le persone possiedono, è opinione personale che se si vuole realizzare il progetto è necessario semplificarlo il più possibile e porre pochi punti chiari da seguire.

ottima l'idea di creare un piccolo blog per creare un "regolamento" comune.... che mi ripeto secondo me deve essere semplicissimo e con pochi punti!!!

P.S: anche a me è piaciuta molto la frase: TUTTI VINCONO!!!

Saluti Apibio
iezzi - Lun Apr 07, 2014 6:28 pm
Oggetto:
Great!

Si parte ora per preparare la prossima stagione.

Suggerimenti per il nome del progetto!? Smile
pxp - Lun Apr 07, 2014 10:40 pm
Oggetto:
Vero che siamo impegnati e la fioritura dell'acacia è alle porte. Pero' vorrei dirvi che non bisogna rimandare tutto alla prossima stagione. Qualche cosa si puo' fare ancora da quest'anno. Io per esempio tra qualche settimana, durante l'esplosione dell' acacia, volevo provare il metodo di analisi Dott. Harbo. Metodo seguito da un apicoltore del nord Europa. Semplice e pratico.
Non mi sembra che nessuno abbia mai parlato qui di questo metodo. Bisogna aprire la covata dei fuchi e con Santa pazienza individuare le varroe maschi e femmine. E' noto che all'inizio della stagione la covata maschile funziona da "trappola" per la varroa. Scelgono i maschi e poi da li la colonia varroa ha quell'implosione stagionale nota. Semplifico ma l'analisi su diverse famiglie scelte in precedenza per, produzione , scorte, trattamenti, svernamento etc.etc fa si trovino quelle con gli allelli adatte per la resistenza alla varroa.
Semplice ? Macchè questo è solo l'inizio. Ecco perchè questo lo si dovrebbe fare già da quest'anno. Io ne scelgo dieci ? La prossima primavera avro capito di quelle dieci dopo lo svernamento quali saranno (per esempio tre) da cui partire per fare Is. Iezzi metti in piedi il forum che non ci vuole tanto tempo questo è urgente. Il nome ? Come hanno fatto gli altri gruppi in Europa, per esempio, allevatorivshitalia o semplicementi apivshitalia. Vogliamo usare il nostro brand conosciuto worldwide e fare "invidia"? ligusticavshitalia.org
iezzi - Lun Apr 07, 2014 11:49 pm
Oggetto:
Ciao @pxp,

se non si è capito, la mia risposta ad ApiBio voleva dire che bisogna partire subito se si vuole iniziare bene la prossima stagione.

A proposito @ApiBio

Citazione:
... Penso che sarebbe bello organizzare qualche cosa ma…… la stagione apistica è già iniziata, siamo nel pre-acacia e tutti gli apicoltori sono in fermento.
Ritengo che si potrebbe cogliere l’occasione per organizzarsi con calma e grazie alle idee di molti si potrebbe realizzare un gruppo di lavoro comune efficiente che...... potrebbe partire il prossimo anno ...


Non capisco perchè ormai è troppo tardi, sai benissimo che la stagione migliore per le regine è dopo l'acacia. Ovvio la pre selezione si fa l'anno prossimo ma se non hai le figlie invernate che ti selezioni!?

Inoltre non mi sembra che ci siano molte idee e molti partecipanti, siamo 4/5 che la pensano allo stesso modo almeno per gli obiettivi di selzione.

Non è che ti ha contattato Aspromiele e ti ha offerto un milione di euro per la tua regina Very Happy

P.S. Controlla, che il mio amico dove ho preso le api, questo weekend si lamentava perché gli avevano sostituito le sue madri bianche.

Non penserai miche che la tua madre resiste ad un'altra primavera. Smile
giancarlo50 - Mer Apr 09, 2014 12:08 am
Oggetto:
apibio ha scritto:

Penso che sarebbe bello organizzare qualche cosa ma…… la stagione apistica è già iniziata, siamo nel pre-acacia e tutti gli apicoltori sono in fermento.
Ritengo che si potrebbe cogliere l’occasione per organizzarsi con calma e grazie alle idee di molti si potrebbe realizzare un gruppo di lavoro comune efficiente che...... potrebbe partire il prossimo anno.
Saluti Apibio


"AUTOGOL"
Fabrizio - Mer Apr 09, 2014 8:52 am
Oggetto:
Ha ragione Iezzi .

Se volgiamo partire e provare , bisogna già da quest'anno trovare i "ceppi" ( ovvero il migliore "materiale" che troviamo in giro per non partire proprio da zero. Non è importante che sia resistente al 100% , però se c'è ovviamente è meglio ) ed incrociarli . E' un carattere molto impegnativo , non credo sia uno scherzo fissarlo . Anzi a dirla tutta penso sia molto difficile . Però provarci è molto stimolante .
apibio - Mer Apr 09, 2014 1:58 pm
Oggetto:
iezzi ha scritto:
Non è che ti ha contattato Aspromiele e ti ha offerto un milione di euro per la tua regina Very Happy Non penserai miche che la tua madre resiste ad un'altra primavera. Smile


Ciao iezzi......sicuramente il progetto può partire anche ora...... io è dal 2008 che non tratto quindi non è che devo iniziare domani!!!

per quello che riguarda aspromiele.........mmm mi hai dato una buona idea!!!! pazzo

Dal 2009 collaboro con un amico e gestiamo una ventina di alveari a testa per hobby.

avere un alveare che passa l'inverno senza trattamenti non è impossibile..... ma molte famiglie ci tirano le cuoia specialmente partendo da telaini di famiglie non trattate!!!

Avere una regina che passa 2 inverni è decisamente una buana cosa e non facilissima da ottenere!!!!

Avere una regina che passa 3 inverni è un evento estremamente raro... ci è capitato solo 2 volte!!!! una a me ed ora una a lui!

4 inverni senza un trattamento..... mai successo!!!!

Ora visto lo spirito con cui lavoriamo io mi faccio le regine che mi servono ed il mio amico pure...... è un peccato fare solo poche regine da una madre che è vissuta 3 anni senza trattamenti!

La regina che è campata 3 anni non è la mia ma la sua......( se no l' avrei gai venduta ad aspromiele!!!) gli ho accennato all'idea del gruppo di selezione e sembra interessato.

la mia proposta era appunto quella di cederla a chi fa regine ......in cambio non di denaro ma di un certo numero delle sue figlie..... con cui continuare la selezione. ovviamente si spera che l'allevatore ne facesse molte di regine x provarle, venderle o cederle.

Premesso che il mio amico sembra favorevole non ho la conferma assoluta. Ho già chiesto a Fabrizio se fosse interessato alla cosa........ ma non ha ancora visto il mio messaggio privato e risposto. FABRIZIO SE CI SEI BATTI UN COLPO!!!!!

in effetti buttare via una stagione è un autogol e proprio per questo la mia volontà sarebbe quello di cederla quest'anno ed iniziare la distribuzione..... capisco anche che non si può improvvisare dall'oggi al domani un certo tempo è necessario.

comunque si può partire.... organizzarsi e perfezionarsi in corso d'opera!




saluti Apibio
iezzi - Mer Apr 09, 2014 2:42 pm
Oggetto:
ok @ApiBio

Per @zzzzz, che mi ha scritto in privato nel momento del cash della paittaforma mastertopforum, di la tuo.

Non ho problemi a mandarti 10 delle mie figlie, appena ne avrò di feconde.

Dai dai che si parte Smile

Aiutatemi a dare un nome semplice per tutti VSH mi sembra troppo complicato.
sirio - Mer Apr 09, 2014 2:53 pm
Oggetto:
superligustica malol malol malol guardate se riesco a trovare una postazione dove piazzare 5/6 casse mi aggrego anch'io Smile
Fabrizio - Mer Apr 09, 2014 8:05 pm
Oggetto:
ciao Apibio

solo ora ho visto il messaggio provato . Stamattina non l'ho visto e non ho ricevuto la consueta notifica . Bohh , alle volte mi capita .

Ti rispondo in privato , ma ti posso dire che sono interessato . Dammi solo un attimo che qui è fiorito il ciliegio e tutti sembrano impazziti ( api ed apicoltori ) Very Happy Very Happy


Fabrizio


Ps: io non so se qui ho ancora ligustica ..... la " base " di sicuro , poi chi lo sa......
iezzi - Mer Apr 09, 2014 11:00 pm
Oggetto:
La razza è sicuramente uno degli aspetti più delicati dal punto di vista politico , un po' meno da quello pratico.

Sappiamo tutti che in giro non si sa che roba ci sia.
Il Cra-Api non ha i riferimenti per la ligustica pura.
Ci sono stati sempre pochi allevatori che hanno distribuito migliaia di regine dichiarate Ligustiche.
Gli apicoltori più grossi usano solo buckfast
E la sicula e la carnica non sono api che si sono insediate da tempo nelle nostre zone di confine !?

Non credo che all'inizio si possa andare per il sottile, il contesto non ce lo permette. Ognuno di noi si affiderà alla professionalità di ciascun selezionatore che in base al contesto cercherà di prendere Ligustiche, sicule o carniche e se poi si sono incrociate con buckfast pazienza.

Una volta raggiunto l'obiettivo principale, la seconda fase del progetto potrebbe essere di mandare nelle varie zone d'italia maschi e vergini tolleranti per cercare di selezionare api adatte alla zona.

In definitiva non credo che debbano essere messi limiti sulle razze ed escludere a priori incroci fra esse.
iezzi - Mer Apr 09, 2014 11:02 pm
Oggetto:
sirio ha scritto:
superligustica malol malol malol guardate se riesco a trovare una postazione dove piazzare 5/6 casse mi aggrego anch'io Smile


Benvenuto a bordo Smile
apibio - Gio Apr 10, 2014 7:09 pm
Oggetto:
iezzi ha scritto:
La razza è sicuramente uno degli aspetti più delicati dal punto di vista politico , un po' meno da quello pratico.

Gli apicoltori più grossi usano solo buckfast
E la sicula e la carnica non sono api che si sono insediate da tempo nelle nostre zone di confine !?

Non credo che all'inizio si possa andare per il sottile, il contesto non ce lo permette. Ognuno di noi si affiderà alla professionalità di ciascun selezionatore che in base al contesto cercherà di prendere Ligustiche, sicule o carniche e se poi si sono incrociate con buckfast pazienza.


In definitiva non credo che debbano essere messi limiti sulle razze ed escludere a priori incroci fra esse.


Iezzi mi piaci perché spesso leggendo te vedo il mio passato..... nel senso che quando tu ne pensi una..... io la boiata l'ho gia fatta!!! great

LASCIA STARE LA SICULA!!! ne ho una in apiario e anche le figlie ibridate......ti dico solo che le cambio tutte al più presto...... sono cosi aggressive che dalla visiera non vedo nulla perché ho una nuvola di api che vuole pungermi..... e hanno punto la mia compagna che stava a 30 metri passeggiando.....

ma se vuoi provare l'ebrezza... magari te le mando
Very Happy Very Happy
iezzi - Gio Apr 10, 2014 8:40 pm
Oggetto:
No no io sono affezionato alla mia cara Ligustica e non la cambio, anche perchè i cinesi usano quella per fare la pappa.

Ho fatto quel discorso perchè comunque un selezionatore può sentirsi libero di fare le sue scelte.
il moltiplicatore - Dom Apr 27, 2014 10:06 am
Oggetto:
Ciao,
vorrei sapere riguardo quelle famiglie che sono sopravvissute alla varroa, se erano produttive o no, perché mi avevano detto di un francese che ha api che non muoiono, ma che non producono nemmeno.
Altri che conosco dicono di non trattare, ma sono api molto aggressive e con tendenza a sciamare.
X me si deve selezionare ape si tollerante, ma deve anche essere produttiva, docile, con scarsa tendenza alla sciamatura.
Se non produttiva va bene solo x chi anziché un cane o un gatto vuole un alveare da compagnia.
apibio - Dom Apr 27, 2014 10:36 am
Oggetto:
molto spesso le famiglie che sopravvivono escono dall'inverno più deboli, si sviluppano dopo e spesso lentamente...... sono al top a giugno-luglio.

Sicuramente producono meno. Come dici tu va bene x fare miele per l'autoconsumo... non per lucro..... a meno che uno non punti sulla produzione di regine.
il moltiplicatore - Dom Apr 27, 2014 10:50 am
Oggetto:
Citazione:

...........non x lucro.....

SI deve produrre x vivere, siamo ne 2000, non all' età della pietra, l' apicoltura sarà anche hobby e autoconsumo, ma è anche agricoltura, secondo me ci sono le tecnologie x produrre, produrre bene, in modo relativamente naturale, x quanto possibile oggi, almeno cercare di farlo, mi sembra svogliatezza rinunciarci in partenza, poi magari sarò un' illuso, certo se poi si considera migliore quello che costa meno allora la cosa non regge, allora x forza si deve andare giù di farmaci e produzioni mediocri o fare x hobby.
apibio - Dom Apr 27, 2014 2:40 pm
Oggetto:
zzzzz ha scritto:
Citazione:

...........non x lucro.....

SI deve produrre x vivere, siamo ne 2000, non all' età della pietra, l' apicoltura sarà anche hobby e autoconsumo, ma è anche agricoltura, secondo me ci sono le tecnologie x produrre, produrre bene, in modo relativamente naturale, x quanto possibile oggi, almeno cercare di farlo, mi sembra svogliatezza rinunciarci in partenza.....


Molti hanno le api per hobby, come molti hanno l'orto le galline, conigli, anatre ecc ecc...
A conti fatti il supermercato è più conveniente!!! non si tratta di mancanza di volontà o pigrizia anzi.....

Ti dico che non trattando dal 2008.... ho lavorato molto di più!!! altro che svogliatezza!!! mi sono fatto il mazzo!!!
In base alla mia esperienza ti dico che se non tratti lavori tanto ed ottieni poco... e quindi va bene se fatto con un ottica da hobbista.

se vuoi guadagnare potrebbe aver senso, se un azienda apistica, avere un piccolo apiario non trattato x scegliere le regine migliori x autoconsumo e per venderle.

Sul fatto che volendo si può lavorare bene senza schifezze ti do ragione, come sul fatto che si può produrre per vivere!
iezzi - Dom Apr 27, 2014 3:28 pm
Oggetto:
Sarò un visionario, ma credo che si possa avere un'ape tollerante e più produttiva dell'attuale.
il moltiplicatore - Dom Apr 27, 2014 3:56 pm
Oggetto:
Citazione:

Ti dico che non trattando dal 2008.... ho lavorato molto di più!!! altro che svogliatezza!!! mi sono fatto il mazzo!!!
In base alla mia esperienza ti dico che se non tratti lavori tanto ed ottieni poco... e quindi va bene se fatto con un ottica da hobbista.

Si va bene, forse oggi sono un po' sull' incazzato x un hobbista-"ecologista estremista quando gli fa comodo", che è venuto a lamentarsi x 50 cc di diserbante non residuale, dato a circa 500m da lui.
Comunque io sono dell'idea che si ottiene poco, certo meglio che niente a farsi qualche "orticello" se poi il 99,99999 % della produzione è fatta andando pesante con fitofarmaci, antibiotici , distruggendo ettari di territori. Infatti non mi tocca se qualcuno non biologico usa il minimo indispensabile di prodotti chimici, non posso portare a esempio come facciamo noi, xche è una situazione particolare e poi il reddito è effettivamente basso, anche se qui lo sarebbe usando qualsiasi prodotto
Sidromele - Sab Feb 07, 2015 6:30 pm
Oggetto:
ho seguito la discussione con molto interesse, quali sono gli sviluppi del progetto?
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