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api indipendenti dall'uomo - varroa e aethina
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Pil






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italy
MessaggioInviato: Dom Ott 20, 2019 12:11 pm    Oggetto:  api indipendenti dall'uomo - varroa e aethina
Descrizione: api indipendenti
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mio primo post, un argomento che mi sta a cuore..

Ho letto i vari interventi su varroa e aethina nel forum e vorrei integrare l argomento con una riflessione personale, cerco di essere breve..

Da anni faccio corsi di formazione di apicoltura in Camerun e altre zone sub-sahariane in Africa, varroa ed aethina tumida sono presenti in ogni alveare che visito e il concetto di apicoltura locale non ha mai preso in considerazione alcun intervento per difendere le api da questi nemici naturali.

Le api, nel tempo, hanno dovuto imparare a difendersi da sole e ce la fanno benissimo. Solo una colonia veramente debole soccombe all'aethina o alla varroa ma normalmente le api gestiscono molto bene il problema.

Nel caso della varroa un aiuto naturale é dato da un piu rapido sviluppo della covata (circa un giorno in meno per le operaie e 2 giorni in meno per i fuchi).

Mi chiedo se la causa dei nostri problemi di apicoltori occidentali é dovuta al fatto che non abbiamo mai dato alle api il tempo di riconoscere il problema e trovare una soluzione.. di evolversi ed adattarsi..

Ció é avvenuto con l' arrivo della varroa negli anni 80 (le mie api sono in Friuli, dove la varroa ha fatto la sua prima comparsa in Italia) e avviene negli ultimi anni con il nuovo pericolo rappresentato dall'aethina tumida.

La situazione attuale ci mostra che in molti posti del mondo le api possono benissimo vivere senza l uomo, mentre da noi sono sempre piu dipendenti dall apicoltore.

Penso che sarebbe il caso di riflettere su un approccio mirato a rendere le api piú indipendenti dal nostro intervento..
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raffo

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MessaggioInviato: Gio Ott 24, 2019 10:20 pm    Oggetto:  
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Ciao pil, benvenuto nel forum.
Post che mette molta carne al fuoco il tuo.
Negli anni in questo forum si è dibattuto molto su questi argomenti, ti riassumo le nostre conclusioni.
1) come penso saprai aethina tumida è considerata una “minor pest” al pari della galleria melonella in tutti gli areali in cui è arrivata compresi gli areali in cui si alleva l’ape italiana
2) le razze o sottospecie di api resistenti (o meglio tolleranti) alla varroa lo sono per caratteristiche che già avevano prima di incontrare la varroa (api aficane) oppure acquisite per coevoluzione plurimillenaria (ape cerana); aspettarsi un’evoluzione della nostra ape in tempi meno che geologici è una semplice illusione
3) La fuga do 8 regine ibride con africane (si solo otto) da un apiario sperimentale brasiliano ha creato il ben noto problema delle api africanizzate in metà del continente americano per quasi 30 anni (ora fortunatamente risolto)

PS sposto la conversazione nella sezione corretta
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Spostato: Gio Ott 24, 2019 10:26 pm da raffo
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s.balagna






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MessaggioInviato: Lun Ott 28, 2019 12:56 pm    Oggetto:  
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Ciao l'argomento è molto interessante a me personalmente è successo qualche anno fa che ho portato cinque nuclei in un alpeggio dove non si arrivava in macchina, c'era da fare un quarto d'ora 20 minuti a piedi.perché avevo deciso di fare una postazione fissa per poter anche fare tipo una stazione di fecondazione. Purtroppo è successo che è stato male prima mio padre Poi miei nonni e sono alla fine sono morti e io per 5 anni non sono più andato su a vedere queste queste api quando sono tornata ho trovato,a parte le casse in polistirolo tutte bucate dai Picchi, quindi ho pensato che erano tutte morte e invece no erano tutte vive, tre regine erano ancora le mie perché erano marcate e quindi mi sono detto non ho fatto niente pure sono sopravvissute ho trovato una genetica buona,le ho portate giù in pianura per metterle in produzione e tempo 6 mesi sono morte tutte. la cosa mi ha fatto anche pensare , non so quanto danno lo facciamo noi con le nostre manipolazioni a quanto danno lo fa le malattie in se stessi
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MessaggioInviato: Lun Ott 28, 2019 10:13 pm    Oggetto:  
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Ho seri dubbi che dopo 5 anni benché marcate fossero le stesse regine che avevi lasciato, molto più probabile che fossero sciami che si sono insediati successivamente alla morte dei tuoi.
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s.balagna






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italy
MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2019 12:25 pm    Oggetto:  
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Lo ritengo inprobabile perché eravamo in montagna e tolto il periodo del castagno apicoltori in giro non ce ne sono, poi ho il brutto vizio (almeno per alcuni) di clippare le ali e le regine trovate le avevano ancora così.
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MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2019 2:33 pm    Oggetto:  
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Ah se erano regine clippate non ci possono essere dubbi.
Resta comunque un fatto più unico che raro che una regina sopravviva per 5 anni (per ragioni proprio di età) e ancora più raro che in 5 anni non tenti a sciamare, ovvio che con ala tagliata se avesse tentato a sciamare non l’avresti più trovata in cassa
Non so se mi sono spiegato.
Ricapitolando:
In un colpo solo portando poche famiglie scelte a caso in montagna hai trovato un ceppo che:
1 sopravvive senza trattamenti
2 ha regine che sopravvivono ma soprattutto continuano a deporre bene per 5 anni
3 sono completamente refrattarie alla sciamatura
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s.balagna






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italy
MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2019 8:06 pm    Oggetto:  
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Che ho trovato un ceppo con le tre caratteristiche da te esposte direi di no, anche perché le altre famiglie che ho tenuto in pianura e che ho continuato a trattare normalmente( circa 100 casse) fatte con le sorelle delle api in questione hanno continuato a cercare di sciamare e a ricevere trattamenti. Proprio per questo credo che ci sono variabili che non prendiamo in considerazione ,ambientali anche, che influiscono non poco sulle nostre api.
.
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MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2019 11:32 pm    Oggetto:  
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Ah queso è sicuro!
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