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denuncia alveari
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Kross






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jamaica
MessaggioInviato: Dom Nov 17, 2013 11:09 pm    Oggetto:  
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Christian, io non la vedo una cosa così assurda: se è vero, come credo anch'io, che la denuncia serve (più che altro) a circoscrivere eventuali emergenze sanitarie, la cosa importante diventa che le istituzioni e di riflesso le Asl sappiano che in quel determinato posto ci possono potenzialmente essere alveari.
Se tu hai due apiari denunciati ed in stagione sposti alveari da uno all'altro (fatti salvi, come detto, casi di blocco nomadismo per emergenza sanitaria), credo che la cosa non importi a nessuno.
I problemi possono sorgere in caso di apiari né denunciati né comunicati.
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stitch12020






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italy
MessaggioInviato: Dom Nov 17, 2013 11:19 pm    Oggetto:  
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detto cosi ha un senso ... amesso che ci sia un scambio d info tra prov e ASL .....

dunque in pratica dichairo 6 postazione poi e mia discrezione se usarli o meno ...
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Kross






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jamaica
MessaggioInviato: Dom Nov 17, 2013 11:34 pm    Oggetto:  
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Io l'ho capita così.
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pxp






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italy
MessaggioInviato: Lun Nov 18, 2013 2:50 pm    Oggetto:  
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Mi hanno girato questa notizia che la riporto cosi' come mi è arrivata. Non ho idea se sia attendibile o meno.
Saluti

Ci giunge notizia che per opportuna conoscenza vi giriamo che negli scorsi giorni in altre province lombarde ispettori del Ministero delle Politiche Agricole hanno visitato diverse aziende apistiche per controllare praticamente tutto...etichettatura, autorizzazioni varie, documentazione relative alle denunce apistiche, regolarità dei laboratori ecc...: si tratta di ispettori che hanno avuto uno specifico addestramento in materia di normativa apistica e che hanno frequentato anche un corso per il riconoscimento dei mieli.
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vas212






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italy
MessaggioInviato: Mar Nov 19, 2013 2:21 pm    Oggetto:  
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Salve a tutti, finalmente ho ottenuto il codice ASP, senza dover far la SCIA. Ma la cosa strana rimane il fatto che da nessuna parte c'è scritto il numero di alveari, ho solo il codice e basta. La signora (in questo caso molto gentile) mi spiega che i capi di bestiamo vanno caricati in un secondo momento ma per l'apicoltura non sapeva come fare perchè non si parla di capi e il sistema non permetteva di inserire altro. Voi altri come avete fatto? Un altro problema è che la signora non sapeva che tipo di registro di carico e scarico dovrei compare, se c'è uno specifico per l'apicoltura o se si puo' adattare quello dei bovini o di altro. (mi ha chiesto di chiedere in giro tra i miei colleghi) Ma per dichiarare il numero di alveari come funziona?
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Allar






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italy
MessaggioInviato: Sab Apr 26, 2014 5:47 pm    Oggetto:  
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Scusate la domanda, non ho letto tutto il topic e magari mi sono perso una risposta che già c'è, ma io non ho ancora capito alcuni dettagli di tutte queste norme e onestamente non ho nemmeno capito DOVE è possibile trovarli. Ho visitato i siti di provinca, regione e aspromiele ma ancora qualcosa mi sfugge.

Io vorrei acquistare degli sciami e praticare l'apicoltura per hobby, e fin qui ci siamo.
Devo fare una denuncia degli alveari in mio possesso, e anche questo va bene, ma da quel che ho capito tutte le fonti parlano di denunciare entro il 31 dicembre, ma se uno acquista degli sciami ad aprile o maggio o quel che è, fino al 31 dicembre non deve denunciare nulla? Mi pare strano che fino ad allora si possa rimanere, per così dire, fuori dalla legge.

Anche perchè mi pare di capire che servano un codice identificativo dell'apiario e altre cosucce che finchè non si fa denuncia non è possibile avere, eppure io non trovo scritto nulla da nessuna parte.
Inoltre una cosa che non ho ancora capito, e che non ho trovato nel testo della normativa, è quante arnie posso avere per rimanere hobbysta e cosa devo eventualmente fare per non esserlo.
Detto con tutta franchezza, io al momento ho un lavoro ma part-time dunque ho relativamente tanto tempo per dedicarmi anche alle api e vorrei prendere un discreto numero di arnie, pensavo tra dieci e venti, ma non ho ancora trovato una fonte sufficientemente chiara che mi spieghi cosa comporta avere un certo numero di arnie.

Alcuni dicono che oltre un certo numero serve una partita iva (e fin qua, se si vuole vendere il miele lo capisco, ma essendo il primo anno non ho nemmeno questa certezza), altri che oltre un certo numero di arnie serve un locale di smielatura (che di certo vorrei evitare di costruirmi dall'inizio!), altri che superato un certo numero si è considerati professionisti... eppure io di tutto ciò non ho trovato traccia nelle normative (ho letto tutto quello che ho trovato sul sito aspromiele sotto la voce normativa).

Insomma, possibile che non esistano delle norme CHIARE per capire cosa bisogna fare, senza basarsi sul sentito dire?
Anche perchè non si tratta di non voler rispettare le leggi o di fare i furbi, ma semplicemente di capirci qualcosa, se dicessero per esempio che oltre 20 alveari, tanto per dire un numero, bisogna essere professionisti o imprenditori agricoli o quant'altro semplicemente uno eviterebbe di prendersene quel numero, basta solo sapere come funziona la legge...

E' un po' frustrante dover arrancare così semplicemente per poter venire a conoscenza di una legge. Ovvio che poi diventa difficile essere in regola.
In ogni caso io sono in Piemonte, non ho pensato di specificarlo subito.

Se qualcuno conosce anche solo un sito dove poter leggere e informarsi io sarei già contento, non ho problemi a perdere tempo per informarmi, quello che dà fastidio è solo non riuscire nemmeno a trovare le informazioni che si cercano dove invece ci si aspetterebbe di trovarle.
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il moltiplicatore






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italy
MessaggioInviato: Sab Apr 26, 2014 5:57 pm    Oggetto:  
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Ho letto solo le tue prime 3 righe, ma credo che basti e avanzi, telefona ad Aspromiele e chiedi a loro.
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ls4giovanni






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MessaggioInviato: Sab Apr 26, 2014 10:10 pm    Oggetto:  
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Io credo che le norma, in questo caso, siano abbastanza poche e sufficientemente chiare. Di altro ci si dovrebbe lamentare. Sad
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Allar






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MessaggioInviato: Dom Apr 27, 2014 10:00 am    Oggetto:  
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Non è questione di lamentarsi, è che pur avendo ancora riletto la normativa regionale mi rendo conto che alcune cose non ci sono proprio. Ma per evitare di scrivere milioni di righe, riassumo:

Fino al 31 Dicembre uno si tiene gli alveari non denunciati e senza codice apiario?

Come si distingue l'apicoltore professionista dall'hobbista, quando è necessario prendere partita IVA e quando serve un laboratorio di smielatura (o altro)?

Se poi mi dite che sono cieco io non ho mica problemi ad ammettere di aver detto delle cavolate, proprio per questo chiedo a gente più esperta che presumibilmente ci è già passata, però oh purtroppo io tutte ste informazioni non le vedo davvero... Sad
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il moltiplicatore






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italy
MessaggioInviato: Dom Apr 27, 2014 10:32 am    Oggetto:  
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Se hai le api a Torino telefona ad Aspromiele di Torino, sono cose complicate, interpretate diversamente a seconda delle zone, se chiedi a uno o a un 'altro ti potrà dire come fa lui, ma non come devi fare tu.
Ad esempio a quanto pare un ente di una o 2 province sta chiedendo degli adempimenti a chi volesse comprare anche solo 1 alveare, che non è previsto ne da leggi ne regolamenti, quindi che validità possono avere? Penso nessuna.
Unico consiglio generale che ti si può dare è che quando hai dubbi su cose che ti chiedono di chiedergli a che articolo di legge o regolamento fanno riferimento e di farti scrivere nero su bianco quando hai dei dubbi sulla validità di quanto ti viene chiesto.
Mi sembra che a Torina ci siano veterinari competenti di api, ne avevo conosciuto uno molto competente e sveglio, questo secondo me ti sarà di aiuto, da noi il veterinario sta lavorando a un progetto europeo riguardo malattie api ,non tira fuori assurdità e quando viene x i certificati saprà riconoscere le malattie, non ti i arrabbi nel pagare una 60€ all'Asl x poi trovarti una persona che non distingue un fuco dalla regina, come qualcuno di un' altra zona mi ha detto gli è capitato.
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stitch12020






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MessaggioInviato: Dom Apr 27, 2014 12:25 pm    Oggetto:  
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ho avutogli stessi dubbi e problemi di te Allar ( sto in prov di cn )
ho fatto cosi : sono andato all Aspromiele di cuneo e li mi hanno fatto una dichiarazione " tardiva " - dicendomi che intanto il codice apiario mi sara poi dato l anno dopo con la denuncia fatta a nov/dic

per il locale smielatura e un altra spremuta di cervello
l hobbista viene contemplato con un numero di buon senso ( che azz vuol dire ??) diciamo che una 20 sembra essere un numero di buon senso .. ma tutto da vedere , a me in associazione, mi hanno detto che dopo 10 meglio prendere PI e dunque avere un locale smielatura spero di esserti stato d aiuto ..
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Caput Mundi Apicoltura






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italy
MessaggioInviato: Dom Apr 27, 2014 1:30 pm    Oggetto:  
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Allar ha scritto:
Come si distingue l'apicoltore professionista dall'hobbista


Con apicoltore hobbista si intende una persona che oltre a produrre miele per autoconsumo o regalarlo ad amici e parenti (Non è possibile venderlo) non possiede più di un certo numero di alveari (Dalle mie parte questo numero è fissato a 20, anche se una norma specifica non esiste. Però dimostrare che si possiede un numero uguale o superiore a 20 alveari per autoconsumo è un po' difficile in quanto poco credibile).

Allar ha scritto:
quando è necessario prendere partita IVA

La questione dipende un po' da cosa intendi fare. Se vuoi destinare la tua attività all'autoconsumo non necessariamente serve. Dico necessariamente perché a mio avviso possedere una partita IVA non apporta sostanziali vantaggi. Al di sotto dei circa 7500 euro (non ricordo la cifra esatta) di ricavi annui, si va in regime dei minimi e non versi, ma non puoi nemmeno scaricare, l'IVA. Differentemente se hai ricavi maggiori. D'altro canto hai tutto in regalo in caso di controllo.

Allar ha scritto:
e quando serve un laboratorio di smielatura?

Se intendi produrre miele un locale di smielatura serve sempre. Se sei un apicoltore hobbista non avrai bisogno di alcun tipo di autorizzazione o di rispettare determinate norme. Al contrario se la tua attività è finalizzata alla vendita dovrei rispettare le norme contenute nel regolamente CE 852/2004.

Spero di essere stato chiaro. Ad ogni modo qualcuno più esperto di me potrò precisare o smentire quanto ho scritto.
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Allar






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MessaggioInviato: Dom Apr 27, 2014 4:17 pm    Oggetto:  
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In pratica mi pare di capire che anche in apicoltura le norme sono un po' aleatorio, per non dire che dipendono dal funzionario di turno.

Il consiglio di farsi mettere le cose per iscritto è ottimo, peccato che in altri campi ho già sentito molte persone rifiutarsi di farlo, nonostante fossero responsabili dei propri uffici e sostanzialmente obbligassero a voce a fare ciò che si rifiutavano di scrivere.

Comunque sì, che serva p.iva per vendere è perfettamente logico, che non si sappia il numero di alveari che è possibile tenere per autoconsumo è assurdo, come tante altre cose in Italia.
Anche perchè comunque la quantità di miele che si riesce a tirare fuori da un'arnia, vuoi per bravura dell'apicoltore vuoi per i capricci del clima, rimane comunque molto variabile, quindi il numero resta per forza di cose arbitrario. Quello che è assurdo è che non venga stabilito da nessuna parte.

Anche perchè come dice Stitch tante "leggi" parlano di numeri congrui e tante persone spiegano che "sarebbe meglio" fare certe cose, e tutto ciò direi che è decisamente ridicolo.
Ad esempio so che in tanti posti, anche in Piemonte, esistono laboratori di smielatura che possono venire "affittati" da piccoli apicoltori che vogliono vendere il proprio miele ma non ne hanno abbastanza da giustificare la costruzione di un laboratorio, a un mio collega in provincia di Biella l'ASL ha detto che la legge consentirebbe di farlo, ma loro "preferirebbero che non si facesse"...

Comunque direi che comincio a capirci qualcosa, la denuncia degli alveari il primo anno non si fa (fino a Dicembre) e il numero massimo di alveari per poter essere hobbista si chiede ad aspromiele (che però suppongo debba chiedere a chi? Comune, asl?). Se poi proprio ci si ritrova con più miele del previsto si arruola l'esercito dei parenti.

Suppongo che, vista la difficolta di già solo capire le norme, sia inutile domandarsi cosa potrebbe succedere se qualcuno contestasse il fatto che, per dirne una, non si ha un codice apiario... ovviamente gli si spiegherebbe in modo civile che le api sono state prese ad Aprile e il censimento è a Dicembre... e lui molto tranquillamente mi auguro capirebbe.
Scusate se esagero, ma mi preoccupo solo perchè mi sono già capitate situazioni simili in cui ho fatto tutto ciò che mi hanno chiesto di fare (a voce ovvio!) ma nonostante questo ho pagato multe ugualmente... motivo per cui ora mi interesso anche per le api.

Poi tutti mi hanno confermato e garantito che "tanto sulle api non controlla nessuno", però fa ridere che debba essere quasi più complicato preoccuparsi di essere in regola che fregarsene. Ma immagino bisognerà adeguarsi al proprio paese Rolling Eyes

Perdonate le prolisse lamentele, grazie per avermi chiarito un po' le idee (e confermato alcuni dei miei dubbi) Very Happy
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raffo

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NULL
MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2014 9:55 am    Oggetto:  
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Non entro nel merito sul numero degli alveari e limite fra amatore e professionista, partita iva e quant'altro. (anche perchè sarebbe fuori tema in questo topic)
Per quanto riguarda la denuncia degli alveari la legge è chiara, va vatta ENTRO il 31 dicembre di ogni anno, va da se che se la fai OGGI sei abbondantemente entro Smile
Il primo anno che ho denunciato le api era marzo, ho mandato un fax all'asl con i miei dati, il numero degli alveari l'ubicazione e contestualmente ho richiesto che mi venisse assegnato il codice apiario, qualche mese dopo mi è arrivata la lettera con il mio codice apiario, la denuncia "classica" al 31 dicembre ho iniziato a farla dall'anno dopo.
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andreabs






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italy
MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2014 1:31 pm    Oggetto:  
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raffo ha scritto:

Per quanto riguarda la denuncia degli alveari la legge è chiara, va vatta ENTRO il 31 dicembre di ogni anno, va da se che se la fai OGGI sei abbondantemente entro Smile


Confermo.
Io ho fatto la stessa cosa tramite l'associazione locale. Denuncia ad Aprile il primo anno e prima della fine di di gennaio i successivi. (se non erro in Lombardia è entro il 31 gennaio)
Non mi sembra troppo complicato. Alemeno qui. Poi non so se in Piemonte e diverso.

Anche per quanto riguarda la partita IVA: se vendi ti serve. Se non vendi non ti serve. Così come per il laboratorio.

C'è sempre qualche cosa di cui lamentarsi e molte cose che non vanno, ma questa situazione mi pare semplice e priva di grandi problemi.

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Andrea Z.
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