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Progetto di Selezione - Ligustica -
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sapiens






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MessaggioInviato: Dom Lug 03, 2016 1:47 pm    Oggetto:  
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Operare su fotografie non mi sembra il massimo (non so quanto siano i margini di differenza ma eseguire foto perfettamente corispondenti è difficile. Se così non fosse qualsiasi programmatore in visualbasic o altro saprebbe tirar fuori i pixel corrispondenti dalla foto) .
Sarebbe duopo utilizzare strumenti ottici in diretta ma non saprei, per ora, a cosa pensare. frusta

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giancarlo50






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italy
MessaggioInviato: Dom Lug 03, 2016 7:17 pm    Oggetto:  
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Nicola, un apparato come questo utilizzato al buio potrebbe essere utile per avere delle foto standardizzate?

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Naturalmente viste le dimensioni di un'ape il tutto corrispondente.

Giancarlo
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sapiens






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MessaggioInviato: Dom Lug 03, 2016 9:07 pm    Oggetto:  
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Diciamo che per avere delle foto "personalmente standardizzate" potrebbe andare, bisogna vedere la bontà della camera(forse una reflex ad alta defiizione andrebbe meglio) .......
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Hertz






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italy
MessaggioInviato: Dom Lug 03, 2016 10:38 pm    Oggetto:  
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ok scusate l'intromissione magari scrivo una cagata, ma piuttosto che tentare di standardizzare le foto con macchinari, editing etc

il processo inverso non sarebbe più facile? standardizzare il colore ed il pattern dell'addome? usando il codice che più ci torna meglio (l'esadecimale HEX, etc), tipo metodo pantone insomma

a quel colore ben preciso, corrisponde un codice univoco (che ne so tipo: #FFBF00), il biondo della bolognese ha un codice, il color cuoio ne è un'altro, etc; oltre questo SE ha senso si può standardizzare anche il pattern delle macchie /sfumature/presenza di nero sui tergiti creando una sorta di mappa degli addomi (o di altre parti interessate), da li.. ciascuno può verificare personalmente affiancando l'ape da confrontare con il campione del colore/pattern codificato.

Insomma come le cartine tornasole! (se avete presente).

Il confronto sarebbe diretto (come scriveva Sapiens) senza fotografie, ma il termine di paragone (il colore, il pattern etc) sarebbe univoco per tutti.

ps: con la codifica del colore ad esempio uno può verificarlo personalmente, ma se poi si necessita di una foto, avendo il codice del colore di riferimento rimane facile anche "sistemare" gli eventuali colori sfalsati.
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il moltiplicatore






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MessaggioInviato: Lun Lug 04, 2016 7:24 am    Oggetto:  
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Io darei più importanza alle caratteristiche e al DNA , che non al colore e aspettoesteriore, non capisco sto fatto di decidere che è ligustica se ha quel colore o quell' altro , lo si fa già , niente di nuovo
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giancarlo50






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MessaggioInviato: Lun Lug 04, 2016 3:18 pm    Oggetto:  
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Ciao Herz, hai scritto:

Si può standardizzare anche il pattern delle macchie /sfumature/presenza di nero sui tergiti creando una sorta di mappa degli addomi (o di altre parti interessate).

E’ questo, quello che si dovrebbe fare, una mappa di riferimento in modo da poter avere uno strumento con cui misurare, confrontare il materiale in possesso, nel modo meno soggettivo possibile.

Ci sono molti programmi per identificare i colori di una foto, quello più semplice di applicazione credo sia questo:

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Gratuito e affidabile, ma non risolve il problema perché ci dice una serie d’informazioni utilissime di un colore, ma questo solo per un punto, mentre ci vorrebbe un programma che ci identifica una zona che potrebbe essere un tergite o più, nella quantità dei vari colori che la compongono ed anche il numero di volte che un colore è presente.

Una volta in possesso dei dati si potrebbe stabilire l’identificazione della Spinola o altro, con il suo delta dei rispettivi parametri.

Anche il Colorimetro del miele ha un dischetto di riferimento (mappa degli addomi) che per comparazione si ottiene un risultato.

Giancarlo
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MessaggioInviato: Dom Lug 24, 2016 10:04 am    Oggetto:  
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Informazione.

Un commento su:http://www.apinsieme.it/wp/2016/06/08/botta-e-risposta/#comment-91

Francesco, la tua intervista a Giacomo, pubblicata nel mese Luglio/Agosto, credo abbia messo a fuoco il vero problema dell’Apicoltura Italiana.

Anni addietro, quando abbiamo cominciato a parlare di Inseminazione strumentale nel gruppo Queens-bee, io, Francesco Massara, Lino de Marchi, Fabrizio Fiorito e altri, parlando degli approfondimenti, da subito si è capito che bisognava dare una risposta all’utilizzo di tale tecnica.
Infatti, tale tecnica è un mezzo per fare vera Selezione e questa per tanti anni è rimasta sconosciuta in Italia, anzi direi contrastata come fosse un tabù.

La denuncia di mancanza di VERA COMPETENZA nella Selezione che ha contribuito fortemente all’erosione della nostra Ligustica, un’ape meravigliosa che ha tutti i titoli per essere Selezionata e mantenuta in purezza, non può che stimolare tutte le figure autorevoli della nostra apicoltura al suo recupero.

E’ vero ci sono stati ultimamente iniziative fallite miseramente ed io penso che la motivazione non possa che essere la mancanza di saper fare Selezione e non dei fondi messi a disposizione, in fondo da sempre siamo MOLTIPLICATORI.

Mi ha fatto piacere anche leggere che l’amico D'Agostino è disponibile a un progetto comune di Selezione, magari una Ligustica Spinola di Mussi e una Ligustica ormai affermata sul territorio Bolognese e altre.

Avanti tutta e che ognuno aggiunga un tassello in propositivo.

Carlo Petrella
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MessaggioInviato: Dom Nov 06, 2016 2:52 pm    Oggetto:  
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Bene, anzi benissimo, prendiamo atto che finalmente l’Associazione A.I.A.A.R., che rappresenta gli allevatori di Regine in Italia, riconosce che il realizzato fino ad oggi non è più adeguato ai tempi, per questo desidera un cambiamento di mentalità nell’impostazione di lavoro indicando le LINEE GUIDA di un programma di SELEZIONE.

È affidato il coordinamento tecnico al Dr. Raffaele Dall’Olio per l’assistenza tecnica alle Aziende aderenti all’Associazione.

Al nuovo progetto “Italian Queens” facciamo tutti gli Auguri per un meritevole rilancio della nostra Apicoltura.

Attendiamo di conoscerne i contenuti per capire se è rivolto principalmente alla sola LIGUSTICA o a tutte le sottospecie ivi compresi gli IBRIDI.

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Carlo Petrella
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MessaggioInviato: Mer Nov 09, 2016 1:07 am    Oggetto:  
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Ci sono contributi pubblici per questo?
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MessaggioInviato: Gio Nov 10, 2016 8:18 pm    Oggetto:  
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Ma per far parte dell' AIAAR basta pagare o c'è anche un controllo per verificare che l' associato rispetti quanto stabilito dallo statuto?
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MessaggioInviato: Dom Nov 13, 2016 9:22 am    Oggetto:  
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Ciao Alessandro, speravo in una risposta alla tua domanda da un amico iscritto all'Associazione A.I.A.A.R. la cui partecipazione è senz'altro un onore.

Qui (
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) troverai lo statuto e riporto l'inizio dell'articolo 4:

Art. 4 - Soci

Il numero di soci è illimitato. Possono essere soci dell'Associazione persone fisiche e giuridiche, che esercitano, ai fini della commercializzazione, l’attività di selezione e/o di allevamento di api regine di sottospecie ligustica e siciliana, siano esse vendute come tali oppure in nuclei o pacchi d’ape, che si riconoscono nelle finalità dell'Associazione ed accettano i contenuti dello Statuto. I Soci devono accettare integralmente le norme statutarie e regolamentari dell'Associazione e sono tenuti al pagamento all’atto dell’ammissione di una quota di iscrizione e successivamente di una quota associativa annuale, i cui importi sono fissati annualmente dal Consiglio Direttivo.

Non si capisce se è vietato all'allevatore produrre anche altre sottospecie e Ibridi.

Giancarlo
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MessaggioInviato: Dom Nov 13, 2016 8:54 pm    Oggetto:  
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Guarda l' elenco dei soci e chiedi buckfast ad esempio e hai la risposta al tuo dubbio
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MessaggioInviato: Dom Nov 13, 2016 9:59 pm    Oggetto:  
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Alessandro, questo progetto è nato proprio per stimolare e incoraggiare iniziative di produzione di ceppi locali di Ligustica e altre sottospecie presenti nel nostro territorio in forma estesa.

In data 18 agosto 2014 ho scritto:

"Se prendiamo un bicchiere di vino rosso pieno a metà e ne beviamo un sorso, poi per avere la stessa quantità vi riversiamo ogni volta dell’acqua, otteniamo che il vino prenderà un colore sempre più rosato fino a diventare trasparente come l’acqua che vi abbiamo reintrodotto.

Ecco questo è quello che sta succedendo in Italia per la Ligustica, per la Carnica nelle zone di presenza e dell’ape nera Sicula recuperata, per questo e anche per i motivi della biodiversità, dobbiamo farci carico di reintrodurre nel bicchiere non acqua ma del buon vino rosso.
Ho scritto del buon vino rosso non a caso ma proprio per definire che ci vuole del vino di qualità in modo da migliorare sempre il vino di partenza di quel bicchiere."

Da quella data mi risulta che solo l’Associazione Apicoltori dell’Alto Lazio sta portando avanti un progetto territoriale di miglioramento della Ligustica nelle aree protette della Regione Lazio, un’iniziativa che ritengo valida perché è in linea con quando scritto sopra.

Chiediamo al Presidente Rinaldo se gentilmente ci aggiorna su tale iniziativa.

Giancarlo
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MessaggioInviato: Lun Nov 14, 2016 6:04 pm    Oggetto:  
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Grande, sapevo solo di uno che è riuscito a trasformare l' acqua in vino Laughing
Se tanti apicoltori hanno messo l' acqua nel vino è segno che quell' acqua era più buona del vino?
Se non selezioneranno linee che abbiano caratteristiche buone e ben precise, omogene , anzichè api più o meno ci saranno sempre molti che preferiranno ibridi o razze che sono state selezionate meglio


Ultima modifica di il moltiplicatore il Lun Nov 14, 2016 11:50 pm, modificato 1 volta in totale
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italy
MessaggioInviato: Lun Nov 14, 2016 6:24 pm    Oggetto:  
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Avevosentito il pesidente AIAAr poche settimane fa, non ho capito se vogliono selezionare purezza, migliorare in generale o selezionare caratteristiche
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