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denuncia alveari
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Allar






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italy
MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2014 2:51 pm    Oggetto:  
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In Piemonte da quanto si legge sulla normativa la denuncia va fatta dal 1 Novembre al 31 Dicembre, se poi la accettano anche prima non lo so, ma il problema è proprio che non sta scritto da nessuna parte.
Su una cosa avete perfettamente ragione, farla al momento della creazione dell'apiario avrebbe molto più senso.

Discorso analogo per la partita IVA, sarebbe logico se servisse solo nel momento in cui si decide di vendere, ma non credo proprio sia così. Basti dire che, quando mi informati sul famoso regime dei minimi, mi dissero chiaramente che l'esenzione c'è fino a 7500€ di reddito, ma non si tratta di reddito REALE, bensì di reddito PRESUNTO.
Penso che sia facile intuire la sottile ma sostanziale differenza...

Per questo mi preoccupo delle normative, non per il gusto di lamentarmi o scocciare gratuitamente il prossimo, quanto per non trovarsi poi in situazioni in cui la legge presume cose del tutto diverse dalla realtà.
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andreabs






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italy
MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2014 3:13 pm    Oggetto:  
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Non capisco: non esiste - credo - in questo caso, la differenza tra reddito reale o presunto Confused

Se vendi (e tu lo sai se vendi) fai la partita iva.
Se non vendi (e tu lo sai se non vendi) non fai la partita iva.

Il concetto di esenzione si applica un soggetto che ha partita IVA e ha reddito. In questo caso hanno valore i 7500,00 €.
Se non hai la partita iva significa che non vendi e noi hai reddito (ne reale ne presunto). Quindi non ha significato l'esenzione.

Secondo me c'è un errore di fondo.
La domanda è: vuoi vendere il miele?
Si = partita iva
No = niente partita iva e niente laboratorio (però poi non vendi).

Se ho capito male mi scuso in anticipo.
Ciao.

_________________
Andrea Z.
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raffo

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NULL
MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2014 3:46 pm    Oggetto:  
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Allar ha scritto:
Basti dire che, quando mi informati sul famoso regime dei minimi, mi dissero chiaramente che l'esenzione c'è fino a 7500€ di reddito, ma non si tratta di reddito REALE, bensì di reddito PRESUNTO.
Penso che sia facile intuire la sottile ma sostanziale differenza...

Chi ti ha detto questo farneticava, l'IVA si calcola sul fatturato non sul presunto.
L'imposta che si calcola su redditi presunti è l'IRPEF che fa riferimento all reddito agrario dei terreni in conduzione oppure da una quota forfettaria ad alveare in caso di allevamento senza terra.
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Caput Mundi Apicoltura






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italy
MessaggioInviato: Mar Apr 29, 2014 9:29 am    Oggetto:  
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raffo ha scritto:
Allar ha scritto:
Basti dire che, quando mi informati sul famoso regime dei minimi, mi dissero chiaramente che l'esenzione c'è fino a 7500€ di reddito, ma non si tratta di reddito REALE, bensì di reddito PRESUNTO.
Penso che sia facile intuire la sottile ma sostanziale differenza...

Chi ti ha detto questo farneticava, l'IVA si calcola sul fatturato non sul presunto.
L'imposta che si calcola su redditi presunti è l'IRPEF che fa riferimento all reddito agrario dei terreni in conduzione oppure da una quota forfettaria ad alveare in caso di allevamento senza terra.

Quoto, infatti bisogna tenere traccia di tutte le vendite effettuate per dimostrare che non si sono superati i 7500 € di fatturato.
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Kross






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jamaica
MessaggioInviato: Mar Apr 29, 2014 10:01 am    Oggetto:  
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Occhio agli importi...il limite di volume d'affari annuo per (volendo) rientrare nel regime di esonero Iva non è di € 7.500,00 ma di € 7.000,00.

L'agricoltore in regime di esonero deve numerare e conservare:

- le fatture d'acquisto
- le autofatture d'acquisto emesse dagli acquirenti titolari di partita Iva (es.negozi)

(Sia le fatture d'acquisto che le autofatture -tra l'altro- l'anno successivo vanno trasmesse all'Agenzia delle Entrate per lo "spesometro": la cosa in genere si fa tramite commercialista o patronato, tipo Coldiretti, Cia ecc.ecc.)

- per tenere nota di tutti gli incassi (quindi sia quelli provenienti da vendite ai privati che ai titolari di p. Iva) è sufficiente un quaderno, sul quale annotare ogni incasso.
Va benissimo il quaderno, che credo più o meno tutti si facciano, che si usa per la prima nota (dare-avere).

Non può emettere fattura e non è tenuto ad emettere scontrino o ricevuta agli acquirenti non titolari di partita Iva (i "normali" privati).
E' tenuto ad emettere ricevuta e conservarne copia solo nel caso in cui rivenda prodotti acquistati da altri (es. io mi faccio fare l'aceto di miele, perchè non ho la disponibilità di un locale apposito per farmelo io: il produttore mi fa fattura e quando ne vendo una bottiglia, rilascio ricevuta).

Per tornare in topic, in Piemonte se si prendono le api in primavera si può tranquillamente aspettare che arrivi novembre, per la denuncia.
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ale74






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MessaggioInviato: Mar Apr 29, 2014 1:00 pm    Oggetto:  
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ciao! allora Asl Brescia obbligo denuncia annuale alveari entro 31 gennaio, ma attenzione, c'e' obbligo di dichiarare le nuove postazioni entro 20 giorni dall'attivazione e viene consegnato subito codice identificativo dell'allevamento.
alla fine la denuncia annuale serve per dichiarare il numero di alveari su postazioni già precedentemente dichiarate.
ciao a tutti
Miriam
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Allar






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MessaggioInviato: Mar Apr 29, 2014 9:45 pm    Oggetto:  
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Riguardo al reddito presunto derivante dall'apicoltura pare esistano tabelle (credo regionali) che stimano la resa minima di ogni alveare, più o meno come uno studio di settore per un libero professionista. Leggasi se ho 100 alveari e vendo 100 chili di miele pago le tasse come se ne avessi venduti molti di più.
Al momento questo non è il mio caso, mi informavo giusto per il futuro.

Comunque non ho intenzione di pontificare, questo è solo ciò che mi hanno spiegato sia un commercialista che la coldiretti della mia zona, se sono idiozie io proprio non lo so, posso solo fidarmi di chi dovrebbe aver studiato le leggi in materia purtroppo. Per quanto possano sembrare strane anche a me.

L'unica nota stonata nel ragionamento che se si vuol vendere si fa partita iva e laboratorio (e ovviamente questo è il punto al quale auspico di arrivare) è capire fino a che punto si può evitare di vendere... chi ha 100 alveari dubito possa sostenerlo, ma senza arrivare agli estremi sarebbe solo interessante capire se esiste un limite stabilito per legge.
Anche perchè in realtà il numero vuol dire relativamente poco, dipende molto anche da altri fattori, ma suppongo che questo finisca per essere OT.
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sirio






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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2014 8:10 am    Oggetto:  
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qui da noi dopo le 10 casse cominciano le visite, con il presupposto che si venda Surprised
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Cristiano Lancini

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andreabs






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italy
MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2014 9:42 am    Oggetto:  
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Ciao Cristiano,
non riesco a figurarmi la visita....
Da cosa si evince che uno vende solo visitandolo?
Cosa visitano? L'apiario?

Non cercheranno i vasetti nascosti sotto il letto??? Smile

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Andrea Z.
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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2014 10:21 am    Oggetto:  
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no andrea, loro dicono che se uno ha più di 10 casse il miele prodotto non può essere solo per autoconsumo, quindi cominciano a rompere le scatole, parole del grande Gianni che li conosce bene, per ora io ho solo 10 casse fischia fischia e quindi per quest'anno non dovrebbero venire, anche se mi sto facendo il lab, e ho dovuto chiedere info per non aver rogne Shocked
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Cristiano Lancini

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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2014 10:33 am    Oggetto:  
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Effettivamente anche se uno è scarso come me da dieci casse ricava molto miele che non consuma direttamente (credo).

Però da lì a venderlo ce ne passa.
Io l'anno scorso ho fatto solo 50kg e non l'ho consumato tutto io.... ma non l'ho venduto.

Evidentemente sono controlli, diciamo, preventivi.

Certo è una rottura di scatole.

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Andrea Z.
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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2014 1:27 pm    Oggetto:  
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io in casa se non ho consumato 40kg poco ci manca, 2kg al mese solo per il caffè, poi mettici, quello per i dolci, per la cucina, qualche regalino, e via dicendo e fa in fretta ad andarsene Smile
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Cristiano Lancini

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jamaica
MessaggioInviato: Ven Mag 02, 2014 8:24 am    Oggetto:  
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"Ad oggi, in Piemonte la questione limite alveari per definire amatoriale o professionale e/o valori tabellari non esiste, so che c'è qualcosa del genere per altre regioni ad es. la Liguria e forse la Lombardia o Emilia Romagna.
Ci sentiamo."


Fonte: Aspromiele (via mail)

La cosa ha certamente poco senso, ma l'attuale stato normativo in Piemonte è questo (e del resto non è che una delle lacune legislative che riguardano l'apicoltura, nella nostra regione come nelle altre).
Mancando un riferimento normativo, non rimane che affidarsi al buonsenso del controllore e del controllato...certo che se uno ha dalle 15-20 arnie in su diventa difficile immaginare che tutto il miele prodotto sia per esclusivo "autoconsumo".
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